#Dal concentrarmi sulle conoscenze infermieristiche al prendermi cura degli altri con empatia #Comunicazione non verbale e misurazione della pressione sanguigna #Un’esperienza unica di volontariato medico in Vietnam
Ciao! Sono Lee Seohyeon e sto per iniziare il terzo anno di infermieristica. Durante il mio percorso di studi in infermieristica, ho partecipato a un progetto di volontariato medico perché volevo vedere e sperimentare direttamente come si applicano nella pratica le nozioni di infermieristica apprese sui libri di testo. Non si trattava di semplice volontariato: come studentessa di infermieristica, mi ero posta l’obiettivo di riconoscere i miei limiti attraverso l’esperienza e di crescere conoscendo pazienti diversi e vari contesti sanitari.
A dire il vero, ero molto preoccupata perché era la prima volta che andavo all’estero senza i miei genitori. Prima di partire, ho cercato molte informazioni sul volontariato medico in Vietnam su diversi siti, come blog e YouTube, e ho preparato tutto il necessario. Ho partecipato insieme a tre amici che frequentano la mia stessa università e, durante il progetto, ho conosciuto anche persone provenienti da vari Paesi che erano lì per fare volontariato.
La giornata era organizzata così: dopo il volontariato del mattino tornavamo all’alloggio per pranzare, poi uscivamo per il turno pomeridiano. Il personale metteva sempre al primo posto la nostra sicurezza e si prendeva cura di noi. Avevamo anche più tempo libero del previsto, quindi abbiamo potuto godercelo appieno.
La prima cosa che ricordo con più affetto è aver aiutato a misurare la pressione ai pazienti. Non parlando la stessa lingua, è stato molto difficile persino spiegare ai pazienti che avrei misurato loro la pressione. Ricordo di aver usato la comunicazione non verbale per aiutarli a rilassarsi e poi misurare la pressione.
Grazie a questa esperienza, ho capito che anche nell’assistenza infermieristica più semplice è importante comprendere l’ansia del paziente, mostrarsi empatici e comunicare. Facendo volontariato in un contesto diverso da quello coreano, ho imparato a prestare un’assistenza adeguata alle diverse situazioni e ho acquisito molte competenze anche nella comunicazione con i pazienti. Prima di partecipare, non avevo alcuna esperienza concreta in ospedale e pensavo di dover basare l’assistenza soprattutto sulle conoscenze teoriche acquisite, ma dopo aver partecipato ho capito che in ospedale ci sono davvero pazienti molto diversi tra loro e che è davvero importante rispettarli e dimostrare empatia.
È stata un’esperienza davvero speciale, diversa dal volontariato che avevo fatto fino ad allora. Terminato il progetto, siamo andati a Mui Ne per fare un tour del deserto: è stato davvero divertente e le foto sono venute benissimo. Lo consiglio.
Il personale di Gap Year vi guiderà con gentilezza, quindi non agitatevi troppo: partite tranquilli e godetevi l’esperienza. Grazie di cuore anche allo staff locale, che è sempre stato gentile e ci ha fatto divertire!
Raccogliamo i percorsi di crescita
raccontati dai partecipanti.
Vivi in un posto nuovo,
incontra persone nuove,
scopri una nuova versione di te
e costruisci una vita tutta tua.