Anno sabbatico... Il motivo per cui ho deciso di prendermi del tempo tutto per me è stata una tardiva incertezza su chi fossi.
Con l'avvicinarsi della laurea, vedendo gli amici che, a differenza mia, si preparavano e costruivano il proprio futuro, pensavo: «Ah, loro hanno davvero degli obiettivi; vivono la loro vita in modo più significativo di me».
ERipensandoci, la mia vita era così monotona che mi sembrava di sentire un vuoto.
Non sapevo davvero perché stessi andando all'università e, senza nemmeno capire perché studiassi, vivere come si aspettavano gli adulti e gli altri mi sembrava frustrante e assurdo.
#Decidere di andare in bicicletta intorno al mondo
Non potevo continuare a vivere come una foglia trasportata dalla corrente, seguendo gli altri senza sapere chi fossi. Avevo bisogno di un gesto radicale e di un'occasione per cambiare vita.
Così decisi di prendermi del tempo per conoscermi.
Attraverso un viaggio.
Decisi di realizzare il sogno che coltivavo da tempo: viaggiare intorno al mondo. Questa scelta cambiò completamente i miei vent'anni.Così iniziai a pianificare un giro del mondo in bicicletta.
#Preparativi per un giro del mondo in bicicletta
Per prepararsi a un viaggio di lunga durata in bicicletta intorno al mondo, c'erano tre aspetti principali da considerare.
Il primo era pianificare gli itinerari via terra e raccogliere aggiornamenti sulle destinazioni e informazioni sui visti, per godermi appieno il viaggio.Raccogliere informazioni, per esempio studiare la storia dei Paesi che mi interessavanodovevo farlo; in secondo luogo, per viaggiare in bicicletta e campeggiare,imparare a campeggiare e a riparare la biciclettae, infine, la cosa più importante e che richiedeva più tempo,raccogliere i fondi.
Raccogliere informazioni non fu difficile.
Da quando decisi di viaggiare intorno al mondo, leggere i post sui forum dedicati e i libri era così piacevole che riuscivo a studiare senza che nessuno me lo dicesse.
Mi esercitai anche a riparare la bicicletta e a campeggiare durante i viaggi in Corea. Entrai nel club di alpinismo dell'università, imparai tecniche alpinistiche professionali e partecipai a numerosi campeggi.
La preparazione che richiese più tempo fu, come prevedibile, reperire i fondi.
Avevo intenzione di viaggiare in bicicletta e dormire in tenda, ma un viaggio di quasi due anni richiedeva una somma considerevole.
Come tanti altri, avrei voluto interrompere gli studi e partire per una vacanza-lavoro per guadagnare, ma, per via della mia età e dei limiti alla durata delle assenze, durante il secondo e il terzo anno frequentavo le lezioni al mattino, lavoravo di notte come guardia di sicurezza in un centro commerciale, facevo turni in un bar durante le pause e accettavo lavori part-time di breve durata nei fine settimana, risparmiando senza nemmeno controllare il conto in banca.
Dopo tutti quegli sforzi, riuscii a mettere da parte una cifra vicina al budget previsto e, durante il viaggio, scrissi articoli per alcune riviste e raccolsi altri fondi tramite sponsorizzazioni.
#Temevo il «vuoto» e l'«età», ma ancora di più temevo...
Prepararsi a un anno sabbaticoLa preoccupazione più concreta riguardava soprattutto il «vuoto» causato dal periodo di viaggio e la conseguente «età».
Gli altri amici partivano per corsi di formazione in preparazione al lavoro, conseguivano certificazioni o studiavano inglese per rafforzare le proprie competenze. Ma io, a differenza loro, potevo davvero dedicare del tempo a qualcosa che nessuno avrebbe riconosciuto e che non mi avrebbe lasciato alcun attestato? Se avessi viaggiato e mi fossi laureato a 29 anni, sarei riuscito a trovare lavoro? Domande così concrete mi terrorizzavano.
Ma ciò che mi spaventava di più era pensare che quello potesse essere il periodo più libero e appassionato della mia vita.Era il «me» del futuro, che si sarebbe certamente pentito di non aver avuto il tempo che desiderava.
Non avevo il coraggio di convivere con un simile rimpianto, e questo superò la paura del vuoto o dell'età. Anche la curiosità per il mondo esterno e il desiderio di libertà nella vita divennero forze potenti, capaci di trasformare la mia decisione in azione.
Dopo aver preso la decisione, diffusi il mio piano ovunque per non vacillare. Aprii un blog, parlavo sempre dei miei progetti di viaggio quando incontravo gli amici, contavo i giorni che mancavano alla partenza e creai una situazione in cui non partire sarebbe stato da codardi. Così riuscii a lasciare la Corea nella data e all'ora previste, salutato dagli amici.
#Un giro intorno alla Terra in 600 giorni
Il viaggio iniziò con un sogno di tanti viaggiatori: prendere la Ferrovia Transiberiana.
Da Mosca proseguii verso l'Europa, attraversai in bicicletta la Francia e l'Ungheria per visitare il continente e poi, poco dopo i disordini, mi trovai davanti alle piramidi in Egitto.
Quando arrivai in Africa, all'inizio fui intimidito da quel mondo esotico che vedevo per la prima volta, ma solo per poco: mi attendevano nuove avventure e, pieno di entusiasmo, continuai il mio giro del mondo.Vagai per quasi 600 giorni, visitando mete da sogno che tutti immaginano: le sette meraviglie del mondo, le tre grandi cascate del mondo e i tre luoghi da visitare almeno una volta nella vita.

▲ Deserto del Namib, Africa
In Kenya imparai a suonare strumenti musicali, realizzai il sogno di pubblicare una serie di racconti di viaggio e vidi un vero ecosistema, abitato da creature diverse dagli esseri umani, capace di funzionare naturalmente senza di noi.
Durante il viaggio, inoltre, con una spedizione scalai il Kilimangiaro, la vetta più alta dell'Africa, l'Aconcagua, la vetta più alta del Sudamerica, e il Denali, la vetta più alta del Nordamerica. Questo mi portò a confrontarmi con diverse questioni e a rifletterci.

▲ Denali, la vetta più alta del Nordamerica
In Sudamerica imparai il tango e finalmente trovai dei compagni per il viaggio in bicicletta. Sembrava che il viaggio sarebbe diventato più divertente, ma si verificarono problemi imprevisti e incidenti inaspettati. Così, tra momenti di intesa e di tensione, pedalammo fino in Alaska.

▲ Il tango in Sud America
In Alaska, ultima tappa del viaggio, sono persino riuscito a vendere biscotti alle noci, primo coreano a farlo, e ho visto l'aurora che sognavo.Così, dopo aver fatto il giro del mondo, sono tornato a casa dopo 600 giorni.

▲ Vendita di biscotti alle noci
# La ferrovia più lunga del mondo: la Transiberiana
Ricordo ancora chiaramente la compagnia di Tom, che incontrai sulla Transiberiana, il treno da cui ebbe inizio il viaggio.
Ora vi racconto una storia successa sul treno più lungo del mondo, la Transiberiana.
Viaggiare dipende tanto da «con chi» si viaggia quanto da «dove» si va.
E il mio primo viaggio in treno fu 200 volte più piacevole grazie a Tom.
Il mio amico britannico Tom, che condivideva lo scompartimento con me, aveva già preso la Transiberiana tre volte ed era quindi annoiatissimo fin dal primo giorno. Tom si addormentava circa sette volte al giorno e, forse annoiato persino di quello, più tardi si mise perfino a ritagliare una scatola di cioccolatini per farne delle carte.
Poi mi chiese: «Sai giocare a poker?». Da quel giorno cominciarono le nostre sfide a poker, con le nostre preziose provviste in palio, e il vincitore aveva l’«onore» di regalare all’altro vari cibi in scatola, cioccolatini e noodles istantanei in tazza.
Purtroppo Tom non ebbe mai l’occasione di godersi questo «onore». Nel giro di tre giorni dall’inizio del gioco gli avevo portato via tutto il cibo; non perché fossi particolarmente bravo, ma perché Tom era così ingenuo e schietto che perdere era quasi inevitabile.
«Ho un full!!»
«Oh... muoio...»
Nella maggior parte delle stazioni russe c’erano piccoli negozi a ogni fermata, mentre in quelle un po’ più grandi i venditori uscivano a vendere cibo.Ma quando viaggiai era inverno, quindi erano aperti perlopiù solo i piccoli negozi e si vedevano pochi venditori. Tom si era ferito a una gamba durante il viaggio e non poteva uscire facilmente a comprare qualcosa, anche se avesse voluto. Così Tom, che parlava russo, restava sul treno, mentre io, che non lo parlavo, dovevo uscire a comprare da mangiare.
Tom era davvero gentile. Per farvi capire quanto: se gli compravo una bibita da 1,5 litri quando mi aveva chiesto solo dell’acqua, sorrideva comunque; se gli compravo del pane da scaldare al microonde, anche se mi aveva chiesto del semplice pane, a malapena aggrottava la fronte... Ma non c’era niente da fare. Non parlavo russo, il negoziante non capiva nemmeno la parola «acqua» e a Tom faceva male la gamba.
«Come dovrei mangiare questo pane?»
«Tom, è una bella esperienza. Va bene, anche questa è una bella esperienza.»
Dopo diversi giorni di poker, Tom, che aveva perso tutto il suo cibo, propose di provare il vagone ristorante. Anche a me erano venuti a noia il pane e i noodles istantanei. «Potrebbe essere costoso.» «Uhm... andiamo a vedere!» Così andammo al vagone ristorante, ordinammo un piatto di pollo e lo mangiammo di gusto, per poi restare sbalorditi dal conto arrivato poco dopo.
«Per la miseria!! È davvero carissimo!»
«Taehwan, è una bella esperienza. Va bene, anche questa è una bella esperienza.»
Tom... possibile che fosse una vendetta?
Durante i miei viaggi ho incontrato tante persone e, col passare del tempo, alcune sono state dimenticate, mentre con altre mi sono avvicinato.
Mi dispiace aver dimenticato alcune persone, ma credo che tutto faccia parte del percorso che porta a relazioni migliori.
# A un certo punto, svegliarmi la mattina è diventato piacevole.

▲ La vetta più alta dell’AfricaKilimangiaro
Cosa è cambiato dopo aver preso un anno sabbatico? Il lavoro che faccio ora, il mio ambiente o il mio modo di pensare sarebbero diversi se non lo avessi fatto? A dire il vero, non ne sono sicuro.
Una cosa è certa: a un certo punto, svegliarmi la mattina ha cominciato a piacermi.
Ho imparato a pianificare il futuro, a dare valore al presente e ho vissuto i miei vent’anni senza rimpianti.
Rispetto a prima dell’anno sabbatico, la differenza è che ora mi sveglio ogni mattina con entusiasmo e affronto la giornata con un atteggiamento che mi permette di godermela.
# Dopo il mio anno sabbatico

▲ Aconcagua, la vetta più alta del Sud America
Dopo aver preso un anno sabbatico e aver terminato gli studi, ho iniziato a lavorare per una ONG in Thailandia.
Era un lavoro significativo: in un piccolo villaggio thailandese organizzavamo scambi tra studenti e bambini coreani, insegnavamo la lingua coreana e diverse materie culturali e contribuivamo alla costruzione di una scuola.
Tuttavia, poco dopo il mio ingresso, la sede centrale decise di chiudere urgentemente la filiale thailandese a causa di problemi finanziari, e mi trovai davanti a un nuovo bivio. Il lavoro era gratificante, ma desideravo qualcosa di più appagante; decisi quindi di passare alle vendite e fui assunto come rappresentante commerciale in un’azienda farmaceutica, dove da allora ho riversato di nuovo tutta la mia passione.
# Consigli per chi vuole prendersi un anno sabbatico

▲ Salar de Uyuni
Quale scelta dovresti fare ora, se non vuoi guardare indietro ai tuoi vent’anni con rimpianto?
Quella scelta sarà il tuo anno sabbatico.
Nel mio caso, è stato viaggiare.

▲ Piramide
Se anche tu stai pensando di viaggiare,«È meglio partire che restare, ed è meglio prepararsi prima di partire che partire senza preparazione.»È quello che vorrei dirti.
E, se possibile, cerca di prepararti a soddisfare due aspetti: i modi per nutrire l’anima e quelli per rispondere alle necessità pratiche. Credo che, quando entrambi sono soddisfatti, si possa vivere un’esperienza appagante.
# Il mondo non cambia quanto ti aspetti
Ti sembra di restare indietro se passi il tempo libero da solo mentre gli altri studiano? Il mondo cambia così in fretta che, se impieghi il tuo tempo in modo diverso, non riuscirai più a stare al passo?
Dopo aver viaggiato per il mondo per quasi due anni, ho capito una cosa.
Il mondo non cambia quanto immagini: anche se mi prendo un po’ di tempo libero, in realtà non gliene importa granché.
Naturalmente, anche se continui a vivere allo stesso modo, al mondo non importerà nulla di te.
Anche se qualcuno accanto a te sta spettegolando o si sta lamentando in questo momento, alla fine l’unica persona a cui importa davvero di te sei tu.
Quindi smetti di preoccuparti e goditi appieno il «tempo per te»: il tuo anno sabbatico.
I consigli e le candidature per raccontare gli anni sabbatici di 100 persone sono sempre benvenuti.
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