#Ho scoperto il mio vero io; ho riflettuto sul significato della felicità #Apprezzamento per il valore del tempo; incontri interessanti #Un nuovo mondo si apre quando si trova il coraggio

Prima di partire, mi sono chiesta: posso davvero essere libera? Per trovare una risposta a questa domanda, credo di avere ancora molta strada da fare. Il mio anno sabbatico non è ancora finito.
- Francia, Parigi, soggiorno per anno sabbatico / Son Boram, gapper di Gapyear Tribe / 8 settimane di anno sabbatico |
Attualmente, in Corea del Sud,
60.000 studenti delle scuole medie e superiori abbandonano gli studi ogni anno, 346.000 ventenni se ne stanno con le mani in mano perché non hanno sogni e il tasso di turnover entro un anno dall’assunzione ha superato il 40%,il 75% degli universitari non è soddisfatto della vita universitaria e oltre l’80% dei lavoratori afferma di non sentirsi felice.Molti dicono loro di sognare, ma per affrontare questo problema, che manca di metodi e sostegno concreti, vogliamo introdurre l’«anno sabbatico» in Corea del Sud.
«Gapyear (anno sabbatico)»indica un periodo in cui si sospendono o si alternano studio e lavoro e, attraverso varie attività come volontariato, viaggi, tirocini, formazione e avvio di un’impresa,si dedica del tempo a definire la direzione da seguire: una cultura incoraggiata negli Stati Uniti, in Europa, in Giappone e altrove.
#Una routine inghiottita dal tempo, senza nemmeno una pausa.

Mi spaventava il momento in cui sentivo di abituarmi gradualmente a quelle giornate monotone. Pensavo che, prima o poi, con il passare del tempo, avrei potuto temere il cambiamento. Se non avevo la forza interiore per cambiare me stessa, dovevo cambiare la situazione in ogni modo possibile.«Giusto, partiamo e basta!» Così sono arrivata a Parigi. Lì ho ritrovato il «tempo» che per tanto tempo mi era sfuggito. E con esso sono arrivati incontri interessanti.
Anche se viaggiare per l’Europa non mi interessava particolarmente, Parigi era un posto che desideravo assolutamente visitare. Una città che ha accolto tanti artisti, piena di svago, romanticismo e amore! Mi sono laureata in scultura e sono sempre stata interessata alla vita culturale e a quella degli artisti,Parigi stessa era un’opera d’arte viva e pulsante.
«Quando si pensa a Parigi, non viene in mente anche il jazz? In realtà, tutto ebbe inizio nel 1929, quando, durante la crisi economica,musicisti jazz afroamericani provenienti dagli Stati Uniti, in difficoltà nel guadagnarsi da vivere, arrivarono in Francia e vennero trattati da musicisti, senza subire discriminazioni razziali.»
«Hai visto il film Midnight in Paris? I luoghi di ritrovo di Picasso, Hemingway, Gertrude Stein e degli altri che vi compaiono si trovavano a Montmartre. E quando si parla di Montmartre, non si può non citare il Moulin Rouge, vero?!»«Suzanne Valadon, musa di molti artisti legati al Moulin Rouge, era persino chiamata la beniamina di Montmartre...»
Quando avevo tempo, cominciavo a studiare Parigi. Ricordo soprattutto le volte in cui andavo nei luoghi ricchi di storia e li raccontavo agli altri. Se, mentre narravo quelle storie, ci capitava di imbatterci in un musicista di strada, era come entrare in una macchina del tempo: un momento magico in cui si poteva davvero sentire Parigi.
# Quando mai nella vita ti capita di conoscere così tante persone in così poco tempo?!


Il fascino dei soggiorni per l’anno sabbatico è che sono luoghi in cui alloggiano viaggiatori.Le persone che ho incontrato lì aprivano le loro vite come valigie, rivelando ognuna il proprio mondo. Assaporare per un breve momento le tante storie di vita emerse dai numerosi incontri mi ha fatto riflettere sulla mia.Ho cominciato a vedere sempre meglio la vera «me stessa».Ho avuto il tempo di ritrovare e riprendermi con calma i pezzi di me che avevo perso nella noia, o di scoprirne di nuovi. E l’anno sabbatico è stato il primo passo.
Ho cominciato a riflettere sulla «felicità», a cui fino ad allora non avevo mai pensato a fondo.Una coppia anziana che si tiene stretta per mano e si prende cura l’uno dell’altra; persone che considerano il tempo trascorso con la famiglia più importante di ogni altra cosa; un senso di sé a cui non si rinuncia neanche con l’età; giovani che, con del vino e un posto dove sedersi, si riuniscono in piccoli gruppi per godersi il tempo libero.
Il generoso scambio d’amore tra le coppie — intravedere per un attimo la loro cultura, in una Parigi così piena di svago, amore e romanticismo,il «lungo tempo libero» dell’anno sabbatico mi ha fatto riflettere sul tipo di vita che desidero. Se c’è una cosa che è cambiata in me, rispetto a prima, è questa: «Se vuoi fare qualcosa, non rimandare: fallo e basta! Preoccupazioni e dubbi possono aspettare; goditi il momento presente! Viviamo la vita che desidero!».
# Non c’è niente di speciale nella destinazione che consiglio. Per cominciare, «perditi».

Perditi! Così potrai vedere la vera Parigi nei suoi vicoli. Prima di fare il primo passo, ti serve solo curiosità! Se cammini seguendo il tuo cuore, quel sentiero diventerà il tuo percorso.
# «Quale strada dovrebbe seguire la mia vita?»


Durante il mio anno sabbatico ho riflettuto molto sulla «felicità», a cui prima non avevo mai pensato a fondo.A Parigi, in Francia, una città piena di svago, amore e romanticismo, ho intravisto per un momento la loro cultura, ne sono stata davvero invidiosa e ho capito che la vita non doveva essere così dura.
È stata un’occasione per guardare al valore della «felicità» da una prospettiva più ampia. Prima di partecipare all’anno sabbatico, non sapevo davvero cosa mi rendesse felice; ma durante quel periodo, grazie al tempo libero e rilassato, ho cominciato a fare le cose che rimandavo con la scusa «non ho tempo». Facendole una dopo l’altra, ho iniziato a scoprire che mi rendevano sempre più felice. Ho imparato cosa desideravo davvero, cosa mi rende felice e che tipo di vita dovrei condurre in futuro per essere felice.

Probabilmente non dimenticherò mai le persone dello staff con cui ho lavorato. I due mesi trascorsi vivendo e lavorando insieme ci hanno uniti come una famiglia. I momenti in cui cucinavamo insieme, ridevamo e ci divertivamo saranno i ricordi più belli quando, col passare del tempo, ripenserò a Parigi.
Perhaps great courage is needed to have the will to live the life you want.Anch’io, un tempo, sognavo una «vita on the road». Una vita come quella evocata dalla romantica parola «bohémien»: adattarsi al tempo e alle circostanze e accogliere i nuovi legami che si incontrano lungo il cammino.Prima di partire, mi sono chiesta: posso essere libera anch’io? Per trovare una risposta a questa domanda, credo di avere ancora molta strada da fare. Il mio anno sabbatico non è ancora finito.
# Se consideri l’«anno sabbatico» semplicemente un periodo di riposo, credo che farai molta fatica a svolgere il lavoro.


Se consideri l’«anno sabbatico» semplicemente un periodo di riposo, credo che farai molta fatica a svolgere il lavoro. Lavorare in una pensione, un luogo in cui alloggiano i viaggiatori, può essere difficile o molto facile a seconda della persona.
Più che la fatica fisica, può sorprendentemente farsi sentire la stanchezza mentale; ma se pensi «anch’io sono una viaggiatrice», credo che riuscirai ad adattarti in fretta ai compiti da svolgere.

Il mio anno sabbatico è stato
Esperienza★★★★★
Lavorare in una pensione, conoscere tante persone e creare legami è stata un’esperienza senza pari per una persona come me, che ama stare in compagnia.
Apprendimento★★★★☆
Durante il soggiorno degli ospiti, ho imparato molto sull’importanza di affrontare il lavoro con senso di responsabilità e di non fare le cose con superficialità, affinché potessero sentirsi il più possibile a proprio agio, come a casa loro.
Ambiente★★★★☆
La pensione era una casa indipendente con un prato davanti: un luogo davvero tranquillo e rilassante.
Sicurezza★★★★★
Era un po’ lontana dal centro di Parigi, quindi in realtà mi sentivo più al sicuro. Il quartiere era tranquillo e, soprattutto, l’alloggio si trovava a un minuto a piedi dalla metropolitana.
Tempo libero★★★★★
Ho sfruttato bene il tempo libero che avevo al di fuori dell’orario di lavoro. Di solito lo dedicavo allo studio della cultura e della storia parigine, alla visione di film ambientati a Parigi oppure, dato che mi piace cucinare, a preparare e gustare deliziosi pasti insieme agli altri.

Prima di partire, mi sono chiesta: posso davvero essere libera? Per trovare una risposta a questa domanda, credo di avere ancora molta strada da fare. Il mio anno sabbatico non è ancora finito.
- Francia, Parigi, soggiorno per anno sabbatico / Son Boram, gapper di Gapyear Tribe / 8 settimane di anno sabbatico |
Attualmente, in Corea del Sud,
60.000 studenti delle scuole medie e superiori abbandonano gli studi ogni anno, 346.000 ventenni se ne stanno con le mani in mano perché non hanno sogni e il tasso di turnover entro un anno dall’assunzione ha superato il 40%,il 75% degli universitari non è soddisfatto della vita universitaria e oltre l’80% dei lavoratori afferma di non sentirsi felice.Molti dicono loro di sognare, ma per affrontare questo problema, che manca di metodi e sostegno concreti, vogliamo introdurre l’«anno sabbatico» in Corea del Sud.
«Gapyear (anno sabbatico)»indica un periodo in cui si sospendono o si alternano studio e lavoro e, attraverso varie attività come volontariato, viaggi, tirocini, formazione e avvio di un’impresa,si dedica del tempo a definire la direzione da seguire: una cultura incoraggiata negli Stati Uniti, in Europa, in Giappone e altrove.
#Una routine inghiottita dal tempo, senza nemmeno una pausa.

Mi spaventava il momento in cui sentivo di abituarmi gradualmente a quelle giornate monotone. Pensavo che, prima o poi, con il passare del tempo, avrei potuto temere il cambiamento. Se non avevo la forza interiore per cambiare me stessa, dovevo cambiare la situazione in ogni modo possibile.«Giusto, partiamo e basta!» Così sono arrivata a Parigi. Lì ho ritrovato il «tempo» che per tanto tempo mi era sfuggito. E con esso sono arrivati incontri interessanti.
Anche se viaggiare per l’Europa non mi interessava particolarmente, Parigi era un posto che desideravo assolutamente visitare. Una città che ha accolto tanti artisti, piena di svago, romanticismo e amore! Mi sono laureata in scultura e sono sempre stata interessata alla vita culturale e a quella degli artisti,Parigi stessa era un’opera d’arte viva e pulsante.
«Quando si pensa a Parigi, non viene in mente anche il jazz? In realtà, tutto ebbe inizio nel 1929, quando, durante la crisi economica,musicisti jazz afroamericani provenienti dagli Stati Uniti, in difficoltà nel guadagnarsi da vivere, arrivarono in Francia e vennero trattati da musicisti, senza subire discriminazioni razziali.»
«Hai visto il film Midnight in Paris? I luoghi di ritrovo di Picasso, Hemingway, Gertrude Stein e degli altri che vi compaiono si trovavano a Montmartre. E quando si parla di Montmartre, non si può non citare il Moulin Rouge, vero?!»«Suzanne Valadon, musa di molti artisti legati al Moulin Rouge, era persino chiamata la beniamina di Montmartre...»
Quando avevo tempo, cominciavo a studiare Parigi. Ricordo soprattutto le volte in cui andavo nei luoghi ricchi di storia e li raccontavo agli altri. Se, mentre narravo quelle storie, ci capitava di imbatterci in un musicista di strada, era come entrare in una macchina del tempo: un momento magico in cui si poteva davvero sentire Parigi.
# Quando mai nella vita ti capita di conoscere così tante persone in così poco tempo?!


Il fascino dei soggiorni per l’anno sabbatico è che sono luoghi in cui alloggiano viaggiatori.Le persone che ho incontrato lì aprivano le loro vite come valigie, rivelando ognuna il proprio mondo. Assaporare per un breve momento le tante storie di vita emerse dai numerosi incontri mi ha fatto riflettere sulla mia.Ho cominciato a vedere sempre meglio la vera «me stessa».Ho avuto il tempo di ritrovare e riprendermi con calma i pezzi di me che avevo perso nella noia, o di scoprirne di nuovi. E l’anno sabbatico è stato il primo passo.
Ho cominciato a riflettere sulla «felicità», a cui fino ad allora non avevo mai pensato a fondo.Una coppia anziana che si tiene stretta per mano e si prende cura l’uno dell’altra; persone che considerano il tempo trascorso con la famiglia più importante di ogni altra cosa; un senso di sé a cui non si rinuncia neanche con l’età; giovani che, con del vino e un posto dove sedersi, si riuniscono in piccoli gruppi per godersi il tempo libero.
Il generoso scambio d’amore tra le coppie — intravedere per un attimo la loro cultura, in una Parigi così piena di svago, amore e romanticismo,il «lungo tempo libero» dell’anno sabbatico mi ha fatto riflettere sul tipo di vita che desidero. Se c’è una cosa che è cambiata in me, rispetto a prima, è questa: «Se vuoi fare qualcosa, non rimandare: fallo e basta! Preoccupazioni e dubbi possono aspettare; goditi il momento presente! Viviamo la vita che desidero!».
# Non c’è niente di speciale nella destinazione che consiglio. Per cominciare, «perditi».

Perditi! Così potrai vedere la vera Parigi nei suoi vicoli. Prima di fare il primo passo, ti serve solo curiosità! Se cammini seguendo il tuo cuore, quel sentiero diventerà il tuo percorso.
# «Quale strada dovrebbe seguire la mia vita?»


Durante il mio anno sabbatico ho riflettuto molto sulla «felicità», a cui prima non avevo mai pensato a fondo.A Parigi, in Francia, una città piena di svago, amore e romanticismo, ho intravisto per un momento la loro cultura, ne sono stata davvero invidiosa e ho capito che la vita non doveva essere così dura.
È stata un’occasione per guardare al valore della «felicità» da una prospettiva più ampia. Prima di partecipare all’anno sabbatico, non sapevo davvero cosa mi rendesse felice; ma durante quel periodo, grazie al tempo libero e rilassato, ho cominciato a fare le cose che rimandavo con la scusa «non ho tempo». Facendole una dopo l’altra, ho iniziato a scoprire che mi rendevano sempre più felice. Ho imparato cosa desideravo davvero, cosa mi rende felice e che tipo di vita dovrei condurre in futuro per essere felice.

Probabilmente non dimenticherò mai le persone dello staff con cui ho lavorato. I due mesi trascorsi vivendo e lavorando insieme ci hanno uniti come una famiglia. I momenti in cui cucinavamo insieme, ridevamo e ci divertivamo saranno i ricordi più belli quando, col passare del tempo, ripenserò a Parigi.
Perhaps great courage is needed to have the will to live the life you want.Anch’io, un tempo, sognavo una «vita on the road». Una vita come quella evocata dalla romantica parola «bohémien»: adattarsi al tempo e alle circostanze e accogliere i nuovi legami che si incontrano lungo il cammino.Prima di partire, mi sono chiesta: posso essere libera anch’io? Per trovare una risposta a questa domanda, credo di avere ancora molta strada da fare. Il mio anno sabbatico non è ancora finito.
# Se consideri l’«anno sabbatico» semplicemente un periodo di riposo, credo che farai molta fatica a svolgere il lavoro.


Se consideri l’«anno sabbatico» semplicemente un periodo di riposo, credo che farai molta fatica a svolgere il lavoro. Lavorare in una pensione, un luogo in cui alloggiano i viaggiatori, può essere difficile o molto facile a seconda della persona.
Più che la fatica fisica, può sorprendentemente farsi sentire la stanchezza mentale; ma se pensi «anch’io sono una viaggiatrice», credo che riuscirai ad adattarti in fretta ai compiti da svolgere.

Il mio anno sabbatico è stato
Esperienza★★★★★
Lavorare in una pensione, conoscere tante persone e creare legami è stata un’esperienza senza pari per una persona come me, che ama stare in compagnia.
Apprendimento★★★★☆
Durante il soggiorno degli ospiti, ho imparato molto sull’importanza di affrontare il lavoro con senso di responsabilità e di non fare le cose con superficialità, affinché potessero sentirsi il più possibile a proprio agio, come a casa loro.
Ambiente★★★★☆
La pensione era una casa indipendente con un prato davanti: un luogo davvero tranquillo e rilassante.
Sicurezza★★★★★
Era un po’ lontana dal centro di Parigi, quindi in realtà mi sentivo più al sicuro. Il quartiere era tranquillo e, soprattutto, l’alloggio si trovava a un minuto a piedi dalla metropolitana.
Tempo libero★★★★★
Ho sfruttato bene il tempo libero che avevo al di fuori dell’orario di lavoro. Di solito lo dedicavo allo studio della cultura e della storia parigine, alla visione di film ambientati a Parigi oppure, dato che mi piace cucinare, a preparare e gustare deliziosi pasti insieme agli altri.
Vivi in un posto nuovo,
incontra persone nuove,
scopri una nuova versione di te
e costruisci una vita tutta tua.