Sono stata felice di conoscere così tante persone. In particolare, ce n’erano molte che avevano lasciato il lavoro per viaggiare liberamente e, all’inizio, non riuscivo a capirlo: come facevano a lasciare il lavoro e viaggiare? Ma, parlando con loro, mi sono ritrovata nelle parole: «Ho avuto la sensazione che, se non l’avessi fatto adesso, non l’avrei mai fatto, così ho iniziato a viaggiare». Ho avuto una grande rivelazione: nella vita i soldi non sono tutto e avere un sogno e cercare di realizzarlo è qualcosa di cui essere grati. - Firenze, Italia — Vorrei viverci / anno sabbatico di 8 settimane |
- Livello di inglese prima della partecipazione:Qualche capacità di conversazione
- Livello di inglese al ritorno:Qualche capacità di conversazione
- Al momento della partecipazione:Nessun problema
- Il mio consiglio personale sulle lingue
Alloggiando in una guesthouse coreana, parlavamo solo coreano. Il problema si presenta quando si esce: poiché la maggior parte degli italiani non parla inglese, imparare un po’ di italiano di base renderebbe più facile e piacevole comprendere la cultura e la vita quotidiana. Oggi Internet e le app sono molto sviluppati, quindi dovrebbe essere sufficiente studiare con il loro aiuto.
- Alloggio:Guesthouse
- Il mio consiglio personale sull’alloggio
L’alloggio è pulito e non ospita molte persone, quindi viverci è davvero confortevole. È dotato della maggior parte degli oggetti domestici di base (asciugacapelli, stendibiancheria, grucce ecc.). Poiché sono condivisi, dopo averli usati basta rimetterli al loro posto per la persona successiva. Sono regole elementari, quindi non ho consigli particolari.
- Cose di cui ho sentito la mancanza
In Europa l’acqua non è di buona qualità e il clima è secco, quindi è stato un po’ scomodo non aver portato olio o crema idratante.
- Cose che è stato comodo avere
Il cellulare è stato sia comodo sia, a volte, fonte di problemi. In Europa il Wi-Fi e il 3G spesso non funzionano bene. Perciò, quando ci si perde o si ha bisogno di informazioni, è comodo trovarsi in un posto con una buona connessione Wi-Fi o 3G; dove invece la connessione non funziona bene, il cellulare provoca ancora più frustrazione e ansia.
- Il mio consiglio personale ai futuri volontari su cosa portare
Non ci sono oggetti particolari che vi consiglio assolutamente di portare, ma non credo proprio che dovreste portare libri per il TOEIC o manuali di conversazione con l’intenzione di studiare mentre siete all’estero. Se non li avete studiati in Corea, di certo non lo farete all’estero. Saranno solo bagaglio in più. Al posto dei libri per il TOEIC, consiglio di portare libri sulla lingua e la cultura del Paese.
Aspetti positivi, momenti emozionanti, cose che ho imparato, rivelazioni e altro, grazie al programma per l’anno sabbatico a cui ho partecipato
Sono stata felice di conoscere così tante persone. In particolare, ce n’erano molte che avevano lasciato il lavoro per viaggiare liberamente e, all’inizio, non riuscivo a capirlo: come facevano a lasciare il lavoro e viaggiare? Ma, parlando con loro, mi sono ritrovata nelle parole: «Ho avuto la sensazione che, se non l’avessi fatto adesso, non l’avrei mai fatto, così ho iniziato a viaggiare». Ho avuto una grande rivelazione: nella vita i soldi non sono tutto e avere un sogno e cercare di realizzarlo è qualcosa di cui essere grati.
Hai conosciuto o frequentato persone grazie al programma per l’anno sabbatico?
Grazie alla sorella ospitante ho conosciuto una persona che fa la cuoca e un’altra il cui sogno è diventare guida. Non abbiamo trascorso molto tempo insieme, ma ho imparato molto e passato momenti piacevoli; era la prima volta che lasciavo la Corea e mi hanno aiutato tantissimo quando vivere all’estero si è rivelato difficile.Sono particolarmente grata alla sorella ospitante per avermi fatto conoscere nuove persone e per tutto il suo aiuto.
© Korea Gapyear
Quale consiglio daresti ai futuri partecipanti al programma per l’anno sabbatico?
Se non sapete stabilire le priorità, pretendete di fare tutto quello che volete o non tenete conto degli altri, dovreste pensarci due volte prima di candidarvi. Anche se può partecipare qualsiasi adulto, la parola «adulto» implica responsabilità, considerazione per gli altri e flessibilità nel risolvere i problemi.
Questo programma prevede di svolgere i compiti assegnati tenendo conto delle esigenze degli ospiti e chiedendosi se si sentono a proprio agio; nel tempo libero si può visitare la città o i paesi vicini per conoscere la cultura e godersi il tempo libero.
Partecipate al programma avendo ben chiare le vostre priorità, proprio così!
Come descriveresti la differenza tra prima e dopo aver partecipato al programma per l’anno sabbatico?
Ho imparato il vero significato del tempo libero, che in Corea non ero mai riuscita a percepire. In Corea non uscivo e passavo le giornate a guardare la TV o al computer; partecipando a questo programma ho invece scoperto la gioia di uscire, di non preoccuparmi degli sguardi altrui e di godermi davvero il tempo libero, seduta sull’erba, bevendo birra e osservando la gente. In Corea ero preoccupata soltanto di trovare lavoro, mentre in Italia ho riflettuto sui miei sogni e mi sono preoccupata per il loro futuro, sentendo in prima persona che stavo crescendo poco a poco.
Raccontaci il tuo itinerario di viaggio o i luoghi che consigli durante l’anno sabbatico.
Firenze è una città piccola, quindi basta mezza giornata per visitarla. Nei giorni in cui non c’erano ospiti, o quando la sorella ospitante mi concedeva un giorno libero, ho quindi visitato molti paesi vicini. Oltre a Firenze, ho viaggiato in 16 città in tutto; tra queste, i vicoli di San Gimignano e Assisi, davvero incantevoli, sono quelli che ricordo meglio. Se volete andare al mare, consiglio Viareggio e Napoli. Raccomando vivamente di visitare queste quattro città.
Inoltre, dovreste fermarvi a Roma per almeno cinque giorni. È una città grande, perciò dedicherete 2-3 giorni a tour come quello del Vaticano e le escursioni nel sud; una volta considerato il tempo necessario per gli spostamenti, vi resterà poco tempo. Dovete quindi pianificare con attenzione il vostro itinerario a Roma.
Il mio anno sabbatico a Firenze
«Firenze, vorrei viverci». Come suggerisce il titolo del programma, Firenze è così affascinante e bella che viene davvero voglia di viverci. Si vede il Duomo da ogni vicolo e basta osservare le persone che suonano e dipingono liberamente per strada per sentire il respiro dell’arte.
Il Duomo di Firenze è famoso grazie a «Tra calma e passione». Dopo aver visitato tante città, ho capito perché il Duomo di Firenze è stato scelto come sfondo e ho provato emozioni che il libro o il film non avrebbero potuto trasmettermi. I Duomi di Milano o Verona avrebbero davvero potuto fare da scenario al drammatico incontro tra Aoi e Junsei...? Posso affermare con certezza che solo Firenze sarebbe stata adatta. La combinazione di splendore e sobrietà mi faceva esclamare ammirata ogni volta che lo vedevo, e in particolare la vista del Duomo dalla cima del campanile di Giotto è davvero meravigliosa. È quasi un peccato che l’unica cosa che riesca a dire sia «meraviglioso».
In alto a sinistra (il Duomo di Milano), in basso (il Duomo di Verona) / in alto a destra e in basso a destra (il Duomo di Firenze)ⓒKorea Gapyear
Un’altra specialità famosa di Firenze è la «pelletteria». Dal momento in cui si entra nel mercato della pelle si sente «Ciao, bella!» innumerevoli volte. È un po’ come dire «Ciao, bella!» in coreano: i venditori lo dicono a chiunque per vendere la merce, ma in qualche modo fa piacere sentirlo. Quando si compra (secondo me) conviene sempre contrattare per ottenere almeno il 50% di sconto. All’inizio ero timida e esitante nel chiedere uno sconto, ma, continuando a fare acquisti, ho iniziato naturalmente a trattare con i proprietari. Mi faceva ridere e mi stupiva sentirmi orgogliosa di aver comprato qualcosa a prezzo scontato, come se avessi scoperto un altro lato di me.
Parlare dei luoghi e delle specialità di Firenze mi riporta alla mente tanti ricordi e mi fa sentire come se fossi tornata a tre mesi fa. Sembra ieri che scrivevo la mia lettera di presentazione per l’anno sabbatico... e invece il tempo è passato e ora sto scrivendo questa recensione. I tanti momenti di preoccupazione iniziati con «Riuscirò davvero a farcela?» prima di candidarmi, il momento in cui mi sono fatta coraggio e ho deciso di partire, quello in cui mi sono promessa «non dimenticare mai i tuoi obiettivi e la tua determinazione e crea la tua “storia di vita”»: tutti questi momenti si sono intrecciati dando forma al presente e sono preziosi perché possono diventare le fondamenta del futuro.
ⓒKorea Gapyear
Il dono più grande che quei momenti mi hanno fatto è stato insegnarmi il vero significato del «tempo libero e della libertà». In Corea vivevo senza apprezzare il valore di ogni singolo giorno. Quando ho preso per la prima volta un congedo dagli studi, sono stata felice per circa una settimana. Passare intere giornate a guardare la TV, stare al computer e usare lo smartphone, dormire quando volevo e divertirmi quando volevo: quel tempo trascorso senza pensare mi sembrava davvero rilassante e credevo che finalmente mi fosse stato concesso del tempo libero. Erano tutte cose che facevo sempre durante le vacanze, quindi, ripensandoci, è patetico e assurdo che fossi così felice, come se le stessi sperimentando per la prima volta dopo aver lasciato gli studi. Eppure, quel periodo è diventato l’occasione per candidarmi al programma per l’anno sabbatico, grazie al quale ho imparato il vero significato di «tempo libero e libertà».
Certo, volendo davvero, si possono trovare queste cose anche in Corea, ma ce ne sono alcune che non è assolutamente possibile trovare o provare in Corea. Per esempio, gli spettacoli di strada: anche se si possono vedere in Corea, spesso si svolgono vicino a zone di svago o ristoranti affollati, e a volte bisogna andare fino a Seul per assistervi. Anche in Italia si tengono nei luoghi di ritrovo, ma in posti dove la gente può sedersi, ascoltare e godersi lo spettacolo. Si può ascoltare musica bevendo birra, guardare la gente oppure chiudere gli occhi e godersi semplicemente la musica senza pensare a nulla. Se ci si stanca delle canzoni di un artista, si può persino spostarsi in un altro posto per ascoltare: ci sono tantissimi artisti che si esibiscono in luoghi diversi. Vederli interagire con il pubblico e divertirsi insieme fa pensare spontaneamente che questa sia la felicità.
Un’anziana donna si esibisce in uno spettacolo di stradaⓒKorea Gapyear
Ricordo in particolare un’esibizione: un’anziana donna, vestita in modo stravagante, che ballava e cantava. Se si fosse esibita così in Corea, la gente avrebbe storto il naso dicendo che non si comportava in modo adeguato alla sua età. Ma, come si vede dall’espressione nella foto qui sopra, lei si esprime liberamente in ogni modo e anche gli spettatori condividono quella libertà, ballando e assaporando il tempo libero.
Nel nostro Paese ci sono troppi luoghi di lavoro in cui conta soprattutto l’apparenza. Anch’io avevo quei pregiudizi, ma sono riuscita a liberarmene del tutto, acquisendo nuove prospettive e nuovi modi di pensare.
L’anno sabbatico mi ha portato tanti cambiamenti e mi ha regalato esperienze nuove e preziose. Il mio obiettivo era creare una «storia di vita» ordinaria ma speciale, e sono felice di averlo raggiunto: voglio farmi i complimenti. Inoltre, conoscere nuove persone, ascoltare le loro storie di vita e condividere tante conversazioni mi ha fatto capire quanto sia prezioso e felice il tempo che sto vivendo ora.
È difficile e limitante riuscire a raccontare tutte quelle esperienze in una sola pagina A4, ma scrivere queste righe mi fa riaffiorare i ricordi e mi fa sentire come se fossi di nuovo là; vorrei tornare ancora una volta nei luoghi a cui appartengono quei ricordi. E di sicuro ci tornerò un giorno!!