Nome: Choi Go
Attività attuale: viaggio zaino in spalla in monopattino
Periodo dell’anno sabbatico: giugno 2013 ~ dicembre 2013
D. Ci racconti cosa ti ha spinto a prenderti un anno sabbatico e come ti sei preparato.
R. Ciao, sono Choi Go, sfidante della lista dei desideri.
Sto affrontando la mia lista dei desideri, cioè l’elenco delle cose da fare prima di morire, e sono davvero grato e felice di poter condividere la mia storia con tante persone.
Ho praticato scherma dalle scuole medie fino all’università. Ero un atleta.
I tanti tagli della lama, i lividi blu sui glutei per le frequenti sgridate, il campo di allenamento su cui correvo ogni giorno, le sedi delle gare che mi facevano battere il cuore... Li ricordo ancora vividamente.
Amavo davvero la scherma. Nonostante gli allenamenti estenuanti, che mi lasciavano in bocca il sapore della fatica, e gli infortuni quasi quotidiani, amavo la scherma e, avendo un obiettivo, riuscivo a vivere felice giorno per giorno. Fino ad allora, la scherma era stata la ragione della mia vita.

© Korea Gapyear
Purtroppo, a causa di una malattia cronica, ho dovuto smettere e non riuscivo a sopportare la disperazione di aver perso il mio sogno e la frustrazione di non essere all’altezza delle aspettative dei miei genitori. Come ho detto, da bambino pensavo che la scherma fosse tutta la mia vita e avevo costruito attorno a essa il mio futuro; quando tutto questo è crollato, mi è sembrato che la mia vita fosse finita.
Ma ciò che mi faceva soffrire di più era il rimorso per aver deluso i miei genitori, che credevano in me e mi avevano aiutato tanto. Mi sentivo patetico e terribilmente insignificante.
Così!!! Ho iniziato a inseguire un falso sogno, non per me ma per cancellare in fretta la delusione dei miei genitori, e ho deciso di diventare un funzionario pubblico. Non intendo sminuire questa professione: era un lavoro stabile che molti desideravano. Nella mia testa pensavo solo a iniziare subito a studiare, superare l’esame e rendere orgogliosi i miei genitori, mettendo da parte la depressione e tutto il resto. Mi sono preparato con impegno, sopportando il silenzio opprimente della biblioteca e giornate irrequiete, ma ho fallito. Prima di prepararmi per l’esame successivo, volevo prendermi un po’ di respiro, così ho iniziato a leggere in biblioteca. Credo di aver letto tutti i libri di crescita personale che mi piacevano. Questo ha cambiato molto il mio modo di pensare. Fu quel periodo a permettermi di prendermi un anno sabbatico.
Le frasi e le storie contenute in quei libri mi hanno fatto riflettere. Il fumo scuro nel mio cuore è svanito con una brezza rinfrescante e ho avuto la sensazione di aver incontrato il mio vero io, nascosto da quel fumo.
Da allora ho cercato giorno e notte, nei libri e su Internet, di capire cosa volessi, cosa mi piacesse e cosa desiderassi fare. Ma non riuscivo a trovare da nessuna parte una risposta soddisfacente, perché quelle risposte non erano mie. I libri, i post online e le belle cose dette nei programmi televisivi non mi appartenevano davvero: erano pensieri ed esperienze altrui, quindi avevo bisogno di fare le mie esperienze e creare le mie storie.
«Il protagonista della mia vita sono io, non i miei genitori, e sono io a scrivere la storia della mia vita, non loro! D’ora in poi voglio essere il regista e il protagonista della mia vita, realizzando film divertenti di tanti generi diversi.»
Così sono partito per un viaggio zaino in spalla in monopattino attraverso il Paese.

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D. Ci racconti le tue esperienze durante l’anno sabbatico.
R.«Imparare dai libri, emozionarsi viaggiando.»
In realtà era la prima volta che viaggiavo da solo, quindi avevo molta paura. Sono partito tremando, ma forse perché sono fortunato con le persone, ne ho incontrate tantissime gentili. Viaggiando per tutto il Paese mi offrivano spesso da mangiare e mi ospitavano cattedrali, templi, chiese, centri comunitari e persino le case di nonne che non avevo mai incontrato. Durante il viaggio ho anche lavorato per guadagnare i soldi per proseguire e sono andato a Dokdo: sono esperienze e ricordi preziosi che non avrei mai conosciuto se fossi rimasto a casa. È proprio la storia che volevo vivere!!

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Non era affatto comodo dormire sempre in posti diversi da casa. Non sapevo quanto sarei stato grato semplicemente di svegliarmi sano e salvo al mattino. Così ho iniziato a pensare che la «morte» non fosse qualcosa da guardare soltanto da lontano, ma che dovessi riconoscere sempre la finitezza della vita ed essere grato per ogni giorno. Ho anche imparato che la vita è troppo breve per vedere solo cose belle, dire solo cose gentili, incontrare solo persone piacevoli e fare soltanto ciò che ci piace; perciò bisogna vivere sempre con positività. Inoltre, mi sono reso conto che la felicità e la gioia ricevute da questo viaggio, nonostante sia tornato indebitato, devono essere restituite a qualcuno in misura ancora maggiore. Non dimenticherò mai le parole ricorrenti delle tante persone più grandi di me che ho incontrato durante il viaggio.
«Essere giovani è già di per sé una cosa meravigliosa. Create tanti bei ricordi e storie, e godetevi una giovinezza felice.»
Grazie a questa esperienza ho capito che è vivere davvero felici ciò che desidero fare, anziché limitarmi a pensarci. Così ho ideato un progetto chiamato «Sfidante della lista dei desideri». Ho già mosso il primo passo.
La mia prossima sfida è un viaggio zaino in spalla in monopattino attraverso la Turchia e la Grecia. Passerò all’azione. Realizzerò la mia lista dei desideri, una voce alla volta.

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D. Quali cambiamenti sono avvenuti da quando hai preso un anno sabbatico e che cosa hai imparato o ottenuto?
R. Da persona che non sapeva più che pesci pigliare, sono diventato qualcuno con uno scopo: una persona che traccia il proprio cammino, sceglie una direzione e ha un sogno. Ho ritrovato la passione che avevo perso e cerco di vivere ogni giorno con gioia, animato dalla speranza e dalla positività. Inoltre, vedere e sperimentare tante cose che non conoscevo mi ha permesso di liberarmi dagli schemi rigidi che avevo dentro e di ampliare i miei orizzonti; sono riuscito anche a infrangere i limiti che mi ero imposto. Durante questo anno sabbatico ho imparato, sentito, sperimentato e acquisito tantissimo. Per questo sono grato oltre ogni dire.

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D. Per concludere, quale consiglio daresti ai giovani che stanno pensando di prendersi un anno sabbatico?
R. Penso sia fondamentale dedicare del tempo a conoscere sé stessi prima di cercare il proprio sogno. Durante un anno sabbatico come questo, dovreste scoprire cosa vi piace, in cosa siete bravi, cosa desiderate e cosa volete fare: non sarebbe questo il primo passo? Credo che sia il primo passo verso un sogno. Una volta che conoscete voi stessi, dovete agire. La conoscenza e la saggezza senza azione non sono autentiche. Se avete dei progetti, non esitate oltre: realizzateli subito. Tutto è una scelta. Solo Dio sa se il risultato sarà una scelta giusta oppure no. Si dice che il privilegio della giovinezza sia poter affrontare sfide che nessuno ha ancora osato affrontare. Accettiamo la sfida!!

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