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Il Gap Year è un periodo dedicato alla crescita e alla felicità.

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※ Si prega di notare che il personaggio Binggrae menzionato sopra è un ruolo della serie tvN e non una persona reale.
L’anno scorso la serie «Reply 1994» ha scatenato una mania per il rétro degli anni Novanta ed è stata molto amata dal pubblico. È interessante notare che la fascia d’età che ha mostrato maggiore interesse per questa serie non è stata quella della generazione X, che ha vissuto la vita universitaria negli anni Novanta, bensì quella degli attuali studenti universitari. Probabilmente perché la vita universitaria della generazione X di vent’anni fa continua a rispecchiare molto quella degli studenti di oggi. Tutti i personaggi principali di Reply 1994 hanno suscitato empatia negli universitari, ma Binggrae, che ha rappresentato vividamente le incertezze della giovinezza, ha ricevuto un affetto particolare, forse perché sembrava il più simile a persone reali come noi.
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Binggrae (Kim Dong-jun) Uomo / Facoltà di Medicina, primo anno
Nato nel 1975, 20 anni / oggi 39 / contea di Goesan, provincia di Chungcheongbuk-do
Frequento medicina solo per un semestre~ perché è il sogno di mio padre...
Binggrae è il miglior studente della contea di Goesan ed è entrato alla Facoltà di Medicina dell’Università Yonsei. Come si sentì quando iniziò l’università? Appena ventenne, lasciò la sua città natale e provò sia la novità sia l’ansia di trovarsi solo in un luogo sconosciuto. Si era iscritto a medicina per esaudire i desideri di suo padre, ma si sentì a disagio perché le materie non facevano proprio per lui. Anche gli strani sentimenti che iniziò a provare per «Sseuregi», che ammirava come un fratello maggiore, lo confondevano. A poco a poco Binggrae cominciò ad allontanarsi dagli studi, a saltare sempre più spesso le lezioni e infine a prendersi una pausa. Fu così che iniziò il suo anno sabbatico.
Dopo aver lasciato gli studi, iniziò a lavorare part-time. Si impegnò in qualsiasi lavoro: in un minimarket, in una caffetteria, in un bar e persino nella pulizia dei cadaveri. Fino ad allora aveva vissuto con i soldi guadagnati dai genitori e si era concentrato solo sugli studi; ricevendo il suo primo stipendio, Binggrae ebbe un vero assaggio della società. Probabilmente lavorare part-time durante l’anno sabbatico fu molto faticoso, ma forse fu più felice che nei primi tempi dell’università, quando era prigioniero degli studi e si sentiva semplicemente smarrito.
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Durante il suo anno sabbatico non si limitò a lavorare part-time. Binggrae si mise anche alla ricerca del suo sogno partecipando al festival universitario della canzone. Aveva sempre amato la musica e aveva persino lavorato in un bar per poterla ascoltare quanto voleva. Ma suo padre non avrebbe accolto volentieri il sogno di diventare cantante. Forse per questo Binggrae rimase in silenzio e si iscrisse a medicina per assecondare i desideri del padre. Gli amici della pensione studentesca lo incoraggiarono e lo aiutarono molto per il festival, ma, purtroppo, fu eliminato alle selezioni.
Non rinunciò al suo sogno. Binggrae ci riprovò: incontrò una casa discografica per realizzare un album e investì persino del denaro, ma l’azienda incassò i soldi e sparì. Binggrae fu truffato dalla casa discografica. Oggi, a 39 anni, è diventato dermatologo, una professione ben diversa da quella che desiderava inizialmente. Nonostante il fallimento, non ha rimpianti, perché ha davvero provato a inseguire il suo sogno, invece di limitarsi a studiare con il vago desiderio di fare musica. È questo che può essere un anno sabbatico: non deve necessariamente portare al successo. L’esperienza di impegnarsi sul serio e assaporare il fallimento è già parte integrante di un anno sabbatico.
Alla fine decise di iscriversi a medicina, e anche questa decisione maturò durante il suo anno sabbatico. Per Binggeure, fu un periodo in cui poté allontanarsi dagli studi e riflettere di più sulla famiglia. Essendosi concentrato così tanto sui libri, non aveva capito che il comportamento severo del padre era in realtà una forma d’amore. Durante l’anno sabbatico, però, vide suo padre vivere in ospedale a causa della salute precaria, continuando comunque a mandargli regolarmente i soldi per la retta, nonostante le spese ospedaliere fossero un peso. Sentendo quell’affetto familiare, che non avrebbe notato se si fosse dedicato solo allo studio, Binggeure risolse i suoi dubbi sul motivo per cui dovesse frequentare medicina e sul fatto che fosse necessario studiare di più. Sopportò poi le difficoltà della facoltà e diventò un ottimo dermatologo.
L’anno sabbatico di Binggeure lo aiutò a superare il senso di smarrimento provato dopo l’ingresso all’università. Gli studenti universitari di oggi sono come Binggeure, perso alla ricerca della propria strada. La facoltà scelta potrebbe non fare per loro, potrebbero non sapere quale lavoro intraprendere né perché dovrebbero studiare. E allora, perché non prendersi un anno sabbatico come Binggeure? Forse anche gli universitari riuscirebbero a superare le proprie incertezze, proprio come lui.
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GUNGUN. Redattore
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