
Ho imparato un po’ di più a non preoccuparmi degli altri. Durante il progetto sono andata da sola al ristorante, ho ordinato piatti deliziosi e mi sono goduta un calice del mio vino preferito. Ho imparato a godermi da sola la mia felicità.
Hola! Un mese a Barcellona, in Spagna: la città dell’arte e dell’architettura! Moon Seon-yun, partecipante al gap year (31 anni, in pausa dopo aver lasciato il lavoro) / gap year di 4 settimane |
# Ho lasciato il lavoro e realizzato il sogno della mia lista dei desideri: trovarmi davanti all’architettura di Gaudí!
Ciao, ho lasciato l’azienda per cui lavoravo da otto anni e mi sto prendendo una breve pausa.
Invece di cambiare subito lavoro o prepararmi per qualcos’altro, sto cercando di dedicare del tempo interamente a me stessa.Viaggiare, leggere, fare esercizio e, a volte, non fare nulla. Volevo concentrarmi su ogni istante del tempo che ho adesso, senza vivere come se qualcosa mi stesse inseguendo.
Prima di partecipare al progetto Gap Year, sono partita per un viaggio di un mese dedicato alle immersioni subacquee; dopo il progetto sono rimasta in Corea e ho iniziato a imparare a nuotare, cosa che rimandavo da anni. Non vedo l’ora di scoprire cosa farò dopo.
Ho scelto questo progetto perché fin da bambina ero affascinata dal mondo architettonico di Gaudí: cercavo e leggevo libri al riguardo e, per un periodo, ho persino sognato di diventare architetta. Da adulta, anche se non sono riuscita a realizzare quel sogno,avevo inserito nella mia lista dei desideri la possibilità di trovarmi un giorno davanti alle opere di Gaudí.
Tuttavia, non ero riuscita a farlo per vaghe paure legate all’idea di andare da sola in Spagna, da donna, e per mancanza di tempo. Poi, dopo aver lasciato il lavoro, ho pensato che quella potesse essere l’unica occasione e mi sono fatta coraggio: sono partita per Barcellona per vedere le opere di Gaudí e respirare le tracce della sua presenza.
Prima di partire ho letto due o tre libri sulle opere di Gaudí e un libro su Barcellona, per conoscere in anticipo la città. Ho cercato e raccolto informazioni pratiche, come le modalità per prendere l’autobus dall’aeroporto, le tariffe della metropolitana e consigli di viaggio, consultando blog su Internet. C’erano tantissime informazioni e, grazie a un po’ di preparazione, le mie preoccupazioni per il viaggio da sola in Spagna si sono attenuate.
Trascorrere del tempo da sola in un luogo straniero e vivere a modo mio la città di Gaudí, Barcellona: questo era il mio obiettivo durante il gap year.Era.
# Una giornata a Barcellona: una città rilassata e bellissima
Il programma di questo progetto lascia piena libertà ai partecipanti, quindi non c’è una routine prestabilita.
Nel mio caso, mi svegliavo verso le 9, facevo colazione, mi preparavo e uscivo. Ogni giorno visitavo e ammiravo una delle opere di Gaudí a Barcellona o nei dintorni; per il resto passeggiavo per la città, a volte visitavo qualche luogo d’interesse e, quando c’era bel tempo, trascorrevo i pomeriggi in spiaggia a leggere o andare in bicicletta. Compravo cibo locale per pranzo e cena e la sera concludevo la giornata scrivendo sul diario, nel mio alloggio, un riepilogo di ciò che avevo fatto.
Barcellona era una città rilassata e bellissima. Amavo così tanto il mare,che ero grata di poter raggiungere la spiaggia a piedi in qualsiasi momento e sedermi sulla sabbia ad ascoltare il fragore delle onde. La varietà dei piatti di pesce da gustare con un calice di vino deliziava gli occhi e il palato; ero felice di potermi sedere davanti alle opere di Gaudí e ammirarne la bellezza senza mai stancarmi.
La cosa più bella del mio soggiorno è stata poter riempire il mio tempo come desideravo.
Molti viaggiatori che visitano Barcellona fanno anche gite nei piccoli centri vicini. Anch’io ne ho visitati diversi e, tra questi,consiglio Tossa de Mar.Si raggiunge in circa un’ora e mezza prendendo un autobus dalla stazione Barcelona Nord (gli autobus passano all’incirca ogni ora),dove le rovine di epoca romana e le spiagge mediterranee si fondono creando una bellezza davvero da cartolina.
È un paese così piccolo che si visita facilmente in circa tre ore, quindi consiglio di andarci in giornata. Anche se non è molto frequentato dai turisti, è piacevole fare una breve escursione lungo il sentiero di montagna sopra la fortezza. Dalla collina si gode di un panorama spettacolare sul mare.
# Ho imparato a non preoccuparmi degli altri e sono riuscita a godermi la mia felicità da sola.
Ripensando a prima e dopo aver partecipato al progetto Gap Year, le opere di Gaudí mi hanno lasciato un’impressione profonda e un ricordo vivido. Vedere per credere: l’emozione provata sul posto non è paragonabile a quella suscitata da tutti i libri e le foto che avevo visto.
Inoltre, se dovessi indicare un piccolo cambiamento avvenuto in me dopo il progetto,direi che ho imparato un po’ di più a non preoccuparmi degli altri.Durante il progetto sono andata da sola al ristorante, ho ordinato piatti deliziosi e bevuto un calice del mio vino preferito. Prima non riuscivo a fare queste cose perché mi preoccupavo di quello che pensavano gli altri, ma ho capito che, in fondo, la gente non fa così tanto caso agli altri.
Ora riesco a godermi da sola la mia felicità.
Il progetto di un mese sembra un programma in cui è fondamentale la volontà del partecipante. Nel mio caso, avevo un piano preciso per andare alla scoperta delle opere di Gaudí, e così sono riuscita a trascorrere il tempo in modo significativo.
Dopo aver investito tempo e denaro per viaggiare così lontano, sta a te decidere quanto saprai sfruttare quel tempo in modo significativo.Prima di iniziare il progetto, potrebbe essere utile immaginare come saranno le tue giornate e le tue settimane lì.
# Il mio consiglio per il gap year
(Come arrivarci)
Sono riuscita a orientarmi facilmente grazie al materiale fornito in anticipo.
(Lingua)
In generale, usare l’inglese nelle attrazioni turistiche o nei grandi negozi non era un problema, ma comunicare nei piccoli negozi o nei bar poteva essere difficile. È utile conoscere alcune espressioni di base in spagnolo, come i saluti e i numeri.
(Alloggio)
Era indicato come terzo piano, ma in realtà corrisponde al quarto piano e non c’è l’ascensore.
* Nota dell’organizzatore: negli edifici europei si parte in genere dal piano terra (G) o dal piano 0, che nel nostro Paese corrisponde al primo piano.
(Pasti)
L’alloggio mette a disposizione pane, marmellata e burro come alimenti di base. È una buona idea comprare al supermercato jamón, formaggio e altro per preparare dei panini.
(Cosa portare)
Non ho portato pellicole di scorta per la mia macchina fotografica analogica; in zona c’è poca scelta e costano molto meno a casa. Consiglio ai fotografi di acquistare in anticipo alcuni rullini. Inoltre, anche se il tempo è perlopiù sereno, ogni tanto ci sono degli acquazzoni. È utile portare un ombrello piccolo e leggero.
Dipende dalla stagione, ma in generale il clima sembra mite anche a parità di temperatura.Invece di un cappotto pesante, è meglio portare vestiti da indossare a strati.
Il mio gap year è
Esperienza ★★★★☆
Non solo Barcellona, ma anche i piccoli centri nei dintorni sono affascinanti, perciò puoi vivere esperienze diverse.
Apprendimento ★★★★★
Se ti interessa l’architettura di Gaudí, a Barcellona puoi ammirarne e apprezzarne moltissimi esempi.
Ambiente ★★★★☆
Il clima mite rende piacevoli gli spostamenti, ma le previsioni del tempo non sono molto affidabili, quindi portavo sempre con me un ombrello in caso di acquazzoni.
Sicurezza ★★★★☆
I borseggi sono noti, ma se fai attenzione non dovrebbero rappresentare un grosso problema.
Tempo libero★★★★★
È un posto fantastico per trascorrere il tempo libero, ad esempio godendosi il mare o andando in bicicletta.