Ho cominciato a pensare che volevo vivere un anno sabbatico tutto mio. Per fortuna ci sono riuscita e, durante il mio anno sabbatico, mi sono posta tre obiettivi: «decidere con certezza il mio percorso professionale», «capire la mia personalità» e «godermi il presente». - Francia, Parigi, soggiorno durante l’anno sabbatico / Cha Sohyun — viaggiatrice in anno sabbatico (gapper) / 8 settimane di anno sabbatico |
Una persona in cerca di lavoro che voleva mollare tutto
All’ultimo anno di università, quando avrei dovuto prepararmi a cercare lavoro, volevo mollare tutto. Mi sentivo insicura riguardo al mio percorso professionale, perché sapevo che la vita è così breve. Non volevo scegliere un lavoro senza nemmeno sapere chi fossi, cosa mi piacesse o cosa non mi piacesse. Ero anche esausta per lo stress accumulato durante gli studi e il lavoro.
Poi, per caso, ho visto su Facebook un video sugli anni sabbatici e ho cominciato a desiderarne uno tutto mio. Per fortuna sono riuscita a farlo emi sono posta tre obiettivi per il mio anno sabbatico: «decidere con certezza il mio percorso professionale», «capire la mia personalità» e «godermi il presente».Li ho raggiunti. E nei due mesi che ho trascorso in Francia ho imparato molto.
Che vita rilassata: vi invidio!
Alloggiando in una guesthouse e vivendo insieme agli ospiti, al gestore e agli amici, a volte ho affrontato momenti difficili, ma ho anche imparato a superare le difficoltà da sola in un paese straniero. Mi sono concentrata più sull’incontrare persone e conoscere le prospettive locali che sul fare turismo; invece di visitare tante attrazioni, cercavo luoghi dove potessi incontrare la gente del posto.
Andavo in posti frequentati solo dalla gente del posto e facevo amicizia con coetanei, con cui parlavo anche seriamente della società e del futuro. Al termine del mio anno sabbatico, ho potuto condividere una casa e vivere con amici del posto che, per caso, erano diventati molto cari. Ciò che ho notato soprattutto incontrando gli amici francesi è quanto fossero rilassati. Avevano la mia stessa età ed erano al terzo anno di università, ma il loro stile di vita era molto diverso da quello degli studenti coreani. Ricordo che li invidiavo perché non dimenticavano mai di prendersela comoda e non erano stressati né per lo studio né per la ricerca di un lavoro.
Oltre a conoscere amici del posto, durante i miei due mesi a Parigi ho avuto anche molte impressioni sulla Francia. Quando si pensa alla Francia e a Parigi, viene subito in mente un’immagine romantica, ma la Parigi che ho conosciuto mi è sembrata un po’ meno ordinata e, a volte, caotica, con molti rom.
Inoltre, vivere a Parigi con molto più tempo libero rispetto a chi vi si reca per brevi soggiorni mi ha dato modo di riflettere su me stessa con obiettività. In Corea avevo poca autostima ed ero una persona che si preoccupava sempre troppo del futuro. Mi mancava anche lo spirito d’iniziativa e spesso rinunciavo ad agire perché pensavo troppo. Ma durante il mio anno sabbatico a Parigi ho sentito di stare cambiando gradualmente.
Frequentando gli amici francesi, ho cominciato ad adottare prospettive e modi di pensare simili; gradualmente ho acquisito fiducia e la mia scarsa autostima si è risollevataL’ho sentito. Inoltre, parlando con i miei amici francesi mi sono chiesta: «Perché mi preoccupavo così tanto?». Mi sono resa conto che in Corea mi sottoponevo a uno stress eccessivo.
Di conseguenza, ho imparato sulla mia pelle che non c’era bisogno di affrettarsi. Ho capito che i francesi si godono molto più tempo libero dei coreani e non danno tanta importanza all’età.Vivendo con i miei amici francesi, ho imparato a ridurre le preoccupazioni e a godermi il presente così com’èCi sono riuscita.
Durante il mio anno sabbatico ho cercato di non essere troppo ambiziosa e sono rimasta solo a Parigi per due mesi, cercando di entrare nella vita dei parigini. Invece di organizzare viaggi nei paesi o nelle città vicine e tenermi sempre impegnata, mi sono goduta con calma i miei luoghi preferiti di Parigi, come la Senna e il Canal Saint-Martin, proprio come una persona del posto.
La svolta della mia vita: ritrovare la mia vera identità
In quei due mesi ho capito chiaramente che tipo di personalità ho e quali cose non mi piacciono. Due mesi possono sembrare pochissimi nell’arco di una vita, ma in quel periodo ho guadagnato moltissimo. Ho acquisito un po’ più di fiducia e spirito d’iniziativa e sono riuscita a liberarmi dell’abitudine di preoccuparmi e sentirmi in ansia continuamente.
Amici preziosi, la mia personalità e le mie attitudini, la mia fiducia in me stessa. Credo che, grazie all’anno sabbatico, la direzione della mia vita sia cambiata molto per il futuro.Prima dell’anno sabbaticoDopo l’anno sabbatico avevo previsto di tornare in Corea e prepararmi subito a cercare lavoro, ma ora mi sto preparando per un altro viaggio.È così. I due mesi trascorsi a Parigi durante l’anno sabbatico resteranno impressi nella mia memoria come una svolta nella mia vita.
Infine, a chi parteciperà in futuro a progetti per un anno sabbatico, vorrei dire: «Non pensarci troppo, buttati».
L’anno sabbatico che ho vissuto è stato
un’esperienza★★★★★
Ho potuto conoscere tanti amici francesi.
Apprendimento★★★★☆
Ho acquisito una nuova prospettiva sul mio modo di affrontare la vita.
Ambiente★★★☆☆
Era un ambiente completamente nuovo. Non ci sono stati particolari disagi.
Sicurezza★★★★☆
Non ho avuto l’impressione che Parigi fosse molto pericolosa.
Tempo libero★★★☆☆
A Parigi ho potuto dedicarmi a diverse attività ricreative, come il ping-pong.