#Ho capito di essere ancora giovane e ho provato un senso di orgoglio #Ho imparato lo spagnolo e vissuto esperienze di viaggio diverse #È diventato un importante punto di svolta nella mia vita

Ho capito che non era troppo tardi — e forse persino presto — per mettermi alla prova con qualcosa di nuovo, e questo mi ha resa orgogliosa di aver scelto di prendermi una pausa dagli studi. Non ho ancora deciso quale percorso professionale intraprendere al termine del mio anno sabbatico, ma è chiaro che il programma mi ha aiutata molto a capire quale sia il mio sogno. Se dovessi scegliere, dopo tanto tempo, un momento di svolta nella mia vita, sono certa che includerei tra questi i due mesi trascorsi a Busan durante il mio anno sabbatico.
- Soggiorno Gap Year a Busan :: La seconda città, piena di passione / Song Ji-won, partecipante di Gapyear Tribe / anno sabbatico di 8 settimane |
Dalle elementari all’università
Quando ho compilato il modulo per la pausa dagli studi, la prima cosa che ho pensato è stata che in quel periodo avrei dovuto lasciare Jeonju e fare quante più esperienze possibiliesperienze.
Il motivo principale era che dalle elementari all’università non avevo mai vissuto fuori da Jeonju.In secondo luogo, sentivo il bisogno di provare a vivere in modo indipendente dai miei genitori.
Poi ho scoperto l’anno sabbatico e il programma «Gap Year Stay» e, tra tante località, ho scelto Busan, un posto in cui non ero mai stata ma che avevo sempre voluto visitare.

La prima settimana a Busan è stata un caos totale.
Il 1º marzo 2015 è iniziato il mio programma di anno sabbatico a Busan; dopo aver trovato a stento un autobus sostitutivo, perché i pullman per Busan erano esauriti, sono arrivata dopo circa quattro ore. La prima settimana trascorsa a Busan è stata, letteralmente, un «caos» totale. Una volta arrivata, mentre cercavo di fare dei programmi, mi sembrava che la testa stesse per esplodermi: mi preoccupavo di come riempire quel tempo libero e di come coprire le spese di soggiorno.
Soprattutto perché ero andata a Busan con l’intenzione di pagarmi le spese di soggiorno con un lavoro part-time, ho inviato curriculum e sostenuto colloqui qua e là, ma non c’era nessuno che cercasse qualcuno solo per due mesi. Ho fatto più di dieci colloqui e sono stata rifiutata. Nei primi giorni controllavo continuamente i siti di annunci di lavoro part-time, diverse volte al giorno, e l’ansia era tale che, anche quando giravo da sola, mi ritrovavo a cercare offerte di lavoro.Poi, per fortuna, ho trovato un lavoro part-time per il fine settimana e da quel momento mi sono preoccupata molto meno delle spese di soggiorno.

Con gioia ed entusiasmo
Anche mentre cercavo lavoro, pensavo che sarebbe stato un peccato venire a Busan solo per lavorare, così mi sono iscritta a unascuola di spagnolo. Forse perché desideravo imparare questa lingua da tanto tempo, durante tutto il soggiorno a Busan ho studiato con gioia ed entusiasmo. Tra le decisioni che ho preso a Busan, quella di cui voglio congratularmi di più è aver scelto di imparare lo spagnolo.Anche se la quota d’iscrizione alla scuola di spagnolo ha fatto aumentare più volte le mie preoccupazioni per le spese di soggiorno, è stata comunque un’esperienza inestimabile, senza paragoni.
Al di fuori delle lezioni e del lavoro part-time, nel tempo che mi restava mi sono davvero impegnata aviaggiare. Già prima di partire per Busan avevo disegnato delle mappe per familiarizzare con la geografia della città. Mi sono stati particolarmente utili i libri di viaggio su Busan che si trovavano nella pensione. Per prima cosa ho suddiviso la città per quartieri e cercato le attrazioni turistiche di ogni zona; per i luoghi più lontani ho programmato le visite nei giorni festivi.
Quando i due mesi stavano ormai per finire, avevo viaggiato così tanto che a Busan erano rimasti pochi posti che non avessi visitato. Spesso viaggiavo con un’amica più grande di me, ma passavo anche molto tempo a girovagare da sola; in quei momenti riuscivo a riflettere su tante cose a cui non si pensa quando si viaggia con altri.
Durante il soggiorno nella pensione ci sono stati tanti momenti davvero piacevoli e mi sono divertita molto con le ragazze e i ragazzi più grandi. Soprattutto con la compagna di stanza con cui vivevo, uscivamo all’alba a comprare spuntini notturni e ci divertivamo un sacco. Mi fa paura pensare che, senza di lei, avrei trascorso quei due mesi da sola in camera.

Sono ancora giovane
La cosa più importante che ho capito grazie a questo programma è che sono ancora piuttosto giovane e che posso fare innumerevoli cose. A 22 anni, se fossi rimasta soltanto a scuola, forse avrei creduto di essere diventata adulta, organizzando eventi scolastici e occupandomi degli studenti più giovani al terzo anno.
Durante i due mesi trascorsi nella pensione, però, le ragazze più grandi e la signora che ci aiutava con le pulizie non mi chiamavano «unni» o «nuna», ma «la più piccola~». Anche alla scuola di spagnolo ero la più giovane, la vera «maknae». Quando sentivano quanti anni avevo, dicevano: «Ah! Quelli sì che erano bei tempi! Ti invidio!»
Capire che non è troppo tardi per mettersi alla prova con qualcosa, e che forse è persino presto, mi ha resa orgogliosa di aver scelto di prendermi una pausa dagli studi.anno sabbaticoSono certa che riuscirei a contarli sulle dita di una mano.

L’anno sabbatico che ho trascorso.
Esperienza ★★★★★
Ho frequentato una scuola di spagnolo, conosciuto molte persone nella pensione e viaggiato da sola, vivendo così tante esperienze speciali.
Apprendimento ★★★★★
Grazie a una varietà di esperienze, ho potuto imparare e sentire tante cose.
Ambiente ★★★★★
Ci sono molte attrazioni turistiche nelle vicinanze ed è comodo acquistare i beni di prima necessità.
Sicurezza ★★★★☆
Non è pericoloso, a patto di evitare di uscire a tarda notte.
Tempo libero ★★★★☆
Ho molto più tempo libero di quanto mi aspettassi.3

Ho capito che non era troppo tardi — e forse persino presto — per mettermi alla prova con qualcosa di nuovo, e questo mi ha resa orgogliosa di aver scelto di prendermi una pausa dagli studi. Non ho ancora deciso quale percorso professionale intraprendere al termine del mio anno sabbatico, ma è chiaro che il programma mi ha aiutata molto a capire quale sia il mio sogno. Se dovessi scegliere, dopo tanto tempo, un momento di svolta nella mia vita, sono certa che includerei tra questi i due mesi trascorsi a Busan durante il mio anno sabbatico.
- Soggiorno Gap Year a Busan :: La seconda città, piena di passione / Song Ji-won, partecipante di Gapyear Tribe / anno sabbatico di 8 settimane |
Dalle elementari all’università
Quando ho compilato il modulo per la pausa dagli studi, la prima cosa che ho pensato è stata che in quel periodo avrei dovuto lasciare Jeonju e fare quante più esperienze possibiliesperienze.
Il motivo principale era che dalle elementari all’università non avevo mai vissuto fuori da Jeonju.In secondo luogo, sentivo il bisogno di provare a vivere in modo indipendente dai miei genitori.
Poi ho scoperto l’anno sabbatico e il programma «Gap Year Stay» e, tra tante località, ho scelto Busan, un posto in cui non ero mai stata ma che avevo sempre voluto visitare.

La prima settimana a Busan è stata un caos totale.
Il 1º marzo 2015 è iniziato il mio programma di anno sabbatico a Busan; dopo aver trovato a stento un autobus sostitutivo, perché i pullman per Busan erano esauriti, sono arrivata dopo circa quattro ore. La prima settimana trascorsa a Busan è stata, letteralmente, un «caos» totale. Una volta arrivata, mentre cercavo di fare dei programmi, mi sembrava che la testa stesse per esplodermi: mi preoccupavo di come riempire quel tempo libero e di come coprire le spese di soggiorno.
Soprattutto perché ero andata a Busan con l’intenzione di pagarmi le spese di soggiorno con un lavoro part-time, ho inviato curriculum e sostenuto colloqui qua e là, ma non c’era nessuno che cercasse qualcuno solo per due mesi. Ho fatto più di dieci colloqui e sono stata rifiutata. Nei primi giorni controllavo continuamente i siti di annunci di lavoro part-time, diverse volte al giorno, e l’ansia era tale che, anche quando giravo da sola, mi ritrovavo a cercare offerte di lavoro.Poi, per fortuna, ho trovato un lavoro part-time per il fine settimana e da quel momento mi sono preoccupata molto meno delle spese di soggiorno.

Con gioia ed entusiasmo
Anche mentre cercavo lavoro, pensavo che sarebbe stato un peccato venire a Busan solo per lavorare, così mi sono iscritta a unascuola di spagnolo. Forse perché desideravo imparare questa lingua da tanto tempo, durante tutto il soggiorno a Busan ho studiato con gioia ed entusiasmo. Tra le decisioni che ho preso a Busan, quella di cui voglio congratularmi di più è aver scelto di imparare lo spagnolo.Anche se la quota d’iscrizione alla scuola di spagnolo ha fatto aumentare più volte le mie preoccupazioni per le spese di soggiorno, è stata comunque un’esperienza inestimabile, senza paragoni.
Al di fuori delle lezioni e del lavoro part-time, nel tempo che mi restava mi sono davvero impegnata aviaggiare. Già prima di partire per Busan avevo disegnato delle mappe per familiarizzare con la geografia della città. Mi sono stati particolarmente utili i libri di viaggio su Busan che si trovavano nella pensione. Per prima cosa ho suddiviso la città per quartieri e cercato le attrazioni turistiche di ogni zona; per i luoghi più lontani ho programmato le visite nei giorni festivi.
Quando i due mesi stavano ormai per finire, avevo viaggiato così tanto che a Busan erano rimasti pochi posti che non avessi visitato. Spesso viaggiavo con un’amica più grande di me, ma passavo anche molto tempo a girovagare da sola; in quei momenti riuscivo a riflettere su tante cose a cui non si pensa quando si viaggia con altri.
Durante il soggiorno nella pensione ci sono stati tanti momenti davvero piacevoli e mi sono divertita molto con le ragazze e i ragazzi più grandi. Soprattutto con la compagna di stanza con cui vivevo, uscivamo all’alba a comprare spuntini notturni e ci divertivamo un sacco. Mi fa paura pensare che, senza di lei, avrei trascorso quei due mesi da sola in camera.

Sono ancora giovane
La cosa più importante che ho capito grazie a questo programma è che sono ancora piuttosto giovane e che posso fare innumerevoli cose. A 22 anni, se fossi rimasta soltanto a scuola, forse avrei creduto di essere diventata adulta, organizzando eventi scolastici e occupandomi degli studenti più giovani al terzo anno.
Durante i due mesi trascorsi nella pensione, però, le ragazze più grandi e la signora che ci aiutava con le pulizie non mi chiamavano «unni» o «nuna», ma «la più piccola~». Anche alla scuola di spagnolo ero la più giovane, la vera «maknae». Quando sentivano quanti anni avevo, dicevano: «Ah! Quelli sì che erano bei tempi! Ti invidio!»
Capire che non è troppo tardi per mettersi alla prova con qualcosa, e che forse è persino presto, mi ha resa orgogliosa di aver scelto di prendermi una pausa dagli studi.anno sabbaticoSono certa che riuscirei a contarli sulle dita di una mano.

L’anno sabbatico che ho trascorso.
Esperienza ★★★★★
Ho frequentato una scuola di spagnolo, conosciuto molte persone nella pensione e viaggiato da sola, vivendo così tante esperienze speciali.
Apprendimento ★★★★★
Grazie a una varietà di esperienze, ho potuto imparare e sentire tante cose.
Ambiente ★★★★★
Ci sono molte attrazioni turistiche nelle vicinanze ed è comodo acquistare i beni di prima necessità.
Sicurezza ★★★★☆
Non è pericoloso, a patto di evitare di uscire a tarda notte.
Tempo libero ★★★★☆
Ho molto più tempo libero di quanto mi aspettassi.3
Vivi in un posto nuovo,
incontra persone nuove,
scopri una nuova versione di te
e costruisci una vita tutta tua.