#Sono diventato/a più indipendente e ho imparato che posso cavarmela da solo/a #Ho scoperto un nuovo lato di me #A Parigi mi sono sentito/a sereno/a e appagato/a

In Corea facevo fatica persino a mangiare da sola. A Parigi, invece, ho mangiato persino un pasto con più portate tutta da sola. Prima parlavo a bassa voce e a malapena rivolgevo la parola agli sconosciuti, quindi è stato incredibile incontrare ogni giorno nuove persone nella guesthouse e ritrovarmi a parlare con gli stranieri anche fuori. Ho scoperto un lato di me che non conoscevo.
-Parigi, Francia, soggiorno per un anno sabbatico / Lee Seung-hyun, partecipante a un anno sabbatico / 8 settimane di anno sabbatico |
Da molto tempo pensavo: «Voglio andare a Parigi».
Quando ho saputo che avrei partecipato al soggiorno per l’anno sabbatico, ricordo di aver corso dalla gioia. Ma poi ho sentito anche la responsabilità di lavorare nella guesthouse e mi sono preoccupata: «Sarò capace di farlo bene?»
Tra le esperienze nella guesthouse, il compito più difficile e impegnativo è stato parlare agli ospiti delle attrazioni turistiche, dei luoghi da visitare e dei trasporti. Serviva esperienza, quindi all’inizio tiravo a indovinare e davo indicazioni basandomi sulle sensazioni, leggendo ogni genere di guida. Volevo visitare in anticipo più posti possibile, così da poter raccontare molto agli ospiti e dare loro dei consigli. Presa da questo entusiasmo, durante la mia prima uscita ho esagerato e ho camminato fino a visitare tantissimi posti. In seguito, poter dire alle persone «questo posto è davvero fantastico» oppure «non è un granché» è diventato molto gratificante!
Volevo conoscere ogni angolo, tanto da non lasciare nulla di inesplorato, proprio come una persona del posto, così da poter fare da guida agli altri! Fin da piccola sognavodi sentirmi parte di Parigi.Camminare lungo gli Champs-Élysées, andare ad ammirare la scintillante Torre Eiffel,quante volte Mi emoziono ancora all’idea di trovarmi lì, dopo esserci stata così tante volte. Nelle giornate di sole compravo una baguette e prendevo il sole al parco; quando pioveva, mi sedevo a un tavolino all’aperto con una tazza di caffè, ammirando il panorama parigino. Era un tipo di tempo libero che non potevo vivere in Corea e che nemmeno i turisti che si fermavano solo pochi giorni potevano godersi.

Sono davvero cambiata.
Durante un giorno libero ho fatto una gita di una notte a Bruxelles, in Belgio. Forse perché ormai Parigi mi era diventata familiare, ero molto emozionata all’idea di visitare una città nuova. Nella stanza dell’ostello in cui alloggiavo c’eravamo solo io e una ragazza straniera. Al ritorno da una passeggiata, ho comprato una birra e ho invitato a berla insieme la ragazza, che era sdraiata, e abbiamo parlato per ore. Ho pensato, stupita: «Sono davvero cambiata». Avevo acquisito tutto quel coraggio...
Nel settore in cui lavoro attualmente, l’esperienza è ciò che conta di più, quindi non potevo nemmeno prendere in considerazione una pausa e infatti non l’ho fatto. Pensavo che, se avessi rimandato anche solo un po’ la ricerca di un lavoro, i più giovani avrebbero fatto carriera e io sarei rimasta indietro, con difficoltà a trovare un impiego.
Tuttavia, incontrando tante persone, dalle amiche più giovani ai fratelli e alle sorelle maggiori sulla trentina,ho capito profondamente che l’età non è un motivo per preoccuparsi del proprio percorso professionale in questo momento.C’erano tante persone che avevano lasciato il lavoro, altre che si erano prese una pausa dagli studi e molti coetanei partiti con le mie stesse preoccupazioni. Lavorando come membro dello staff, parlavo molto con loro e davo consigli: è stato un periodo rigenerante anche per me.

Prima e dopo aver partecipato al programma per l’anno sabbatico
In Corea facevo fatica persino a mangiare da sola. A Parigi, invece,ho mangiato persino un pasto con più portate tutta da sola.
Prima parlavo a bassa voce e a malapena rivolgevo la parola agli sconosciuti, quindi è stato incredibile incontrare ogni giorno nuove persone nella guesthouse e ritrovarmi a parlare con gli stranieri anche fuori.il lato di me che non conoscevoche ho scoperto.

La mia Parigi, scoperta durante l’anno sabbatico
Raramente restavo in casa: giravo in lungo e in largo e vivevo Parigi con tutto il mio essere.
La prima domenica di ogni mesel’ingresso a musei e gallerie è gratuito, quindi mi segnavo i luoghi per cui mi sembrava un po’ uno spreco pagare e approfittavo di quel giorno per visitarli! Le attrazioni turistiche sono quasi tutte vicine tra loro, così il mio primo giorno a Parigi ho camminato per circa 6-7 ore. Sono andata dall’Opéra al Louvre e poi a piedi fino alla Torre Eiffel; tutti gli edifici lungo le strade erano bellissimi e, mentre li ammiravo, ho perso la cognizione del tempo.
Poi, dall’altra parte, ho visitato l’Île de la Cité, dove si trova la cattedrale di Notre-Dame,Île de la Citée la Senna che scorreva proprio davanti era romantica. La zona vicino alla stazione Saint-Michel, accanto alla cattedrale di Notre-Dame, è piena di ristorantini. Ci sono tanti locali fino all’Università della Sorbona e si può mangiare a poco prezzo: la consiglio! Più avanti si trovano i giardini del Lussemburgo, dove leggevo un libro o scrivevo sul diario prendendo il sole. Il senso di libertà che si prova lì è diverso dal relax nei parchi del nostro paese: era un posto che frequentavo spesso, portandomi un panino.

L’anno sabbatico che ho trascorso
Esperienza ★★★★★
Vivere per due mesi come una persona del posto in un luogo che avevo solo sognato e visitare tanti posti è un’esperienza difficile da ripetere.
Apprendimento ★★★★☆
Ho potuto ascoltare e conoscere esperienze di viaggio non solo a Parigi, ma anche in altri paesi.
Ambiente ★★★★☆
Eravamo in quattro, quindi non è stato particolarmente scomodo.
Sicurezza ★★★★☆
Sono andato una settimana dopo un attentato terroristico; forse per questo c'erano molti soldati e poliziotti, quindi in realtà mi sono sentito più al sicuro.
Tempo libero ★★★★★
Dato che sono uscito quasi tutti i giorni, penso di aver impiegato bene il mio tempo senza sprecarne.

In Corea facevo fatica persino a mangiare da sola. A Parigi, invece, ho mangiato persino un pasto con più portate tutta da sola. Prima parlavo a bassa voce e a malapena rivolgevo la parola agli sconosciuti, quindi è stato incredibile incontrare ogni giorno nuove persone nella guesthouse e ritrovarmi a parlare con gli stranieri anche fuori. Ho scoperto un lato di me che non conoscevo.
-Parigi, Francia, soggiorno per un anno sabbatico / Lee Seung-hyun, partecipante a un anno sabbatico / 8 settimane di anno sabbatico |
Da molto tempo pensavo: «Voglio andare a Parigi».
Quando ho saputo che avrei partecipato al soggiorno per l’anno sabbatico, ricordo di aver corso dalla gioia. Ma poi ho sentito anche la responsabilità di lavorare nella guesthouse e mi sono preoccupata: «Sarò capace di farlo bene?»
Tra le esperienze nella guesthouse, il compito più difficile e impegnativo è stato parlare agli ospiti delle attrazioni turistiche, dei luoghi da visitare e dei trasporti. Serviva esperienza, quindi all’inizio tiravo a indovinare e davo indicazioni basandomi sulle sensazioni, leggendo ogni genere di guida. Volevo visitare in anticipo più posti possibile, così da poter raccontare molto agli ospiti e dare loro dei consigli. Presa da questo entusiasmo, durante la mia prima uscita ho esagerato e ho camminato fino a visitare tantissimi posti. In seguito, poter dire alle persone «questo posto è davvero fantastico» oppure «non è un granché» è diventato molto gratificante!
Volevo conoscere ogni angolo, tanto da non lasciare nulla di inesplorato, proprio come una persona del posto, così da poter fare da guida agli altri! Fin da piccola sognavodi sentirmi parte di Parigi.Camminare lungo gli Champs-Élysées, andare ad ammirare la scintillante Torre Eiffel,quante volte Mi emoziono ancora all’idea di trovarmi lì, dopo esserci stata così tante volte. Nelle giornate di sole compravo una baguette e prendevo il sole al parco; quando pioveva, mi sedevo a un tavolino all’aperto con una tazza di caffè, ammirando il panorama parigino. Era un tipo di tempo libero che non potevo vivere in Corea e che nemmeno i turisti che si fermavano solo pochi giorni potevano godersi.

Sono davvero cambiata.
Durante un giorno libero ho fatto una gita di una notte a Bruxelles, in Belgio. Forse perché ormai Parigi mi era diventata familiare, ero molto emozionata all’idea di visitare una città nuova. Nella stanza dell’ostello in cui alloggiavo c’eravamo solo io e una ragazza straniera. Al ritorno da una passeggiata, ho comprato una birra e ho invitato a berla insieme la ragazza, che era sdraiata, e abbiamo parlato per ore. Ho pensato, stupita: «Sono davvero cambiata». Avevo acquisito tutto quel coraggio...
Nel settore in cui lavoro attualmente, l’esperienza è ciò che conta di più, quindi non potevo nemmeno prendere in considerazione una pausa e infatti non l’ho fatto. Pensavo che, se avessi rimandato anche solo un po’ la ricerca di un lavoro, i più giovani avrebbero fatto carriera e io sarei rimasta indietro, con difficoltà a trovare un impiego.
Tuttavia, incontrando tante persone, dalle amiche più giovani ai fratelli e alle sorelle maggiori sulla trentina,ho capito profondamente che l’età non è un motivo per preoccuparsi del proprio percorso professionale in questo momento.C’erano tante persone che avevano lasciato il lavoro, altre che si erano prese una pausa dagli studi e molti coetanei partiti con le mie stesse preoccupazioni. Lavorando come membro dello staff, parlavo molto con loro e davo consigli: è stato un periodo rigenerante anche per me.

Prima e dopo aver partecipato al programma per l’anno sabbatico
In Corea facevo fatica persino a mangiare da sola. A Parigi, invece,ho mangiato persino un pasto con più portate tutta da sola.
Prima parlavo a bassa voce e a malapena rivolgevo la parola agli sconosciuti, quindi è stato incredibile incontrare ogni giorno nuove persone nella guesthouse e ritrovarmi a parlare con gli stranieri anche fuori.il lato di me che non conoscevoche ho scoperto.

La mia Parigi, scoperta durante l’anno sabbatico
Raramente restavo in casa: giravo in lungo e in largo e vivevo Parigi con tutto il mio essere.
La prima domenica di ogni mesel’ingresso a musei e gallerie è gratuito, quindi mi segnavo i luoghi per cui mi sembrava un po’ uno spreco pagare e approfittavo di quel giorno per visitarli! Le attrazioni turistiche sono quasi tutte vicine tra loro, così il mio primo giorno a Parigi ho camminato per circa 6-7 ore. Sono andata dall’Opéra al Louvre e poi a piedi fino alla Torre Eiffel; tutti gli edifici lungo le strade erano bellissimi e, mentre li ammiravo, ho perso la cognizione del tempo.
Poi, dall’altra parte, ho visitato l’Île de la Cité, dove si trova la cattedrale di Notre-Dame,Île de la Citée la Senna che scorreva proprio davanti era romantica. La zona vicino alla stazione Saint-Michel, accanto alla cattedrale di Notre-Dame, è piena di ristorantini. Ci sono tanti locali fino all’Università della Sorbona e si può mangiare a poco prezzo: la consiglio! Più avanti si trovano i giardini del Lussemburgo, dove leggevo un libro o scrivevo sul diario prendendo il sole. Il senso di libertà che si prova lì è diverso dal relax nei parchi del nostro paese: era un posto che frequentavo spesso, portandomi un panino.

L’anno sabbatico che ho trascorso
Esperienza ★★★★★
Vivere per due mesi come una persona del posto in un luogo che avevo solo sognato e visitare tanti posti è un’esperienza difficile da ripetere.
Apprendimento ★★★★☆
Ho potuto ascoltare e conoscere esperienze di viaggio non solo a Parigi, ma anche in altri paesi.
Ambiente ★★★★☆
Eravamo in quattro, quindi non è stato particolarmente scomodo.
Sicurezza ★★★★☆
Sono andato una settimana dopo un attentato terroristico; forse per questo c'erano molti soldati e poliziotti, quindi in realtà mi sono sentito più al sicuro.
Tempo libero ★★★★★
Dato che sono uscito quasi tutti i giorni, penso di aver impiegato bene il mio tempo senza sprecarne.
Vivi in un posto nuovo,
incontra persone nuove,
scopri una nuova versione di te
e costruisci una vita tutta tua.