#L’impazienza è svanita e sono diventata più serena #Le preoccupazioni per il futuro si sono attenuate grazie a diverse esperienze vissute indirettamente #Il confronto con gli altri mi ha dato molta forza

Per quanto riguarda «passare del tempo in compagnia di tante persone, fare molte conversazioni e dedicare del tempo a riflettere su me stessa», mi è stato più utile di quanto mi aspettassi. Non solo i due proprietari e il personale (sorelle e fratelli maggiori), ma anche molti ospiti della guesthouse avevano tra i 30 e i 40 anni e, pur incontrandomi per la prima volta, mi hanno dato consigli sinceri e incoraggiamento, come persone più esperte di vita. È stato un grande sostegno.
-Jeju! Un soggiorno durante il gap year, l’inizio di nuovi incontri / Jimi-hyun, partecipante al gap year / 8 settimane di gap year |
A marzo, come al solito, ho pagato puntualmente le tasse universitarie e frequentato le lezioni, ma ho deciso di prendermi una pausa dagli studi, una cosa a cui pensavo da molto tempo. Per tutto il periodo universitario«Il percorso che sto seguendo è davvero quello che voglio?»Quella domanda mi seguiva ovunque, come un’etichetta, ma esitavo a trovare il coraggio di prendere una strada diversa. Pensavo che, se non l’avessi fatto allora, non avrei più avuto un’altra occasione per prendermi un anno sabbatico e riflettere seriamente sul mio futuro professionale, così ho preso la difficile decisione di sospendere gli studi.

In conclusione, per quanto riguarda «passare del tempo in compagnia di tante persone, fare molte conversazioni e riflettere su me stessa», mi è stato più utile di quanto mi aspettassi. Non solo i due proprietari e il personale (sorelle e fratelli maggiori), ma anche molti ospiti della guesthouse avevano tra i 30 e i 40 anni e queste persone, inoltre,pur incontrandomi per la prima volta, mi hanno dato consigli sinceri e incoraggiamento, come persone più esperte di vita. È stato un grande sostegno.L’atmosfera rilassata offriva molte occasioni per parlare con gli ospiti e, incontrandoli, ho potuto, attraverso varieesperienze indirette, riflettere sui miei sogni.È stato l’aspetto che mi ha soddisfatta di più.
Soprattutto, è stato un periodo in cui ho potuto riposarmi serenamente, senza preoccuparmi del futuro. Trascorrevo tre ore come se fossero una sola e vivevo ogni giorno senza quasi pensare, al punto da chiedermi se fosse normale. La mia mente ansiosa si è rilassata spontaneamente. Durante il programma, o anche al di fuori, è bene porsi obiettivi che si desidera davvero raggiungere e impegnarsi per conseguirli, ma ho capito che a volte può essere utile anche riposarsi completamente, senza pensare, e ho sentito che non avrei dovuto ossessionarmi troppo all’idea di dover realizzare qualcosa in futuro.

A dire il vero, quando ho scoperto questo programma, inviato la domanda di partecipazione e preso parte all’incontro di orientamento, dubitavo che vivere per due mesi in una guesthouse a Jeju potesse cambiare granché. L’ambiente offriva l’occasione di incontrare nuove persone e riflettere su me stessa, ma tutto dipendeva da come ne avrei approfittato: e in effetti è stato proprio così.
Sorprendentemente, a Jeju mi sono sentita più energica e ho vissuto in modo molto più attivo di quanto temessi. Se però c’è qualcuno che pensa di partecipare al programma gap year in futuro, spero che sappia che andare a Jeju non cambierà ogni cosa: è meglio considerarlo un punto di svolta.Per esempio, se sei di turno per la colazione ti alzi presto e cominci la giornata con impegno, ma nei giorni in cui non lo sei puoi startene tranquillamente a poltrire. Perciò, chi è abituato a dormire fino a tardi non cambierà automaticamente solo andando a Jeju. Se a partire è solo il corpo, mentre tutto il resto rimane com’era prima, non c’è molto da ricavare da questo programma.
Dopo aver lasciato Jeju, ho pensato che l’isola di Chuja e Geomeun Oreum (l’Oreum Nero) fossero i luoghi rimasti più impressi nella mia memoria.
Se l’isola di Chuja mi dà l’impressione di un posto in cui sono appena stata e in cui potrei trovarmi uscendo di casa proprio adesso, Geomeun Oreum è un luogo che vorrei tenere vicino e visitare ogni volta che ne ho voglia. Il panorama di Jeju da Geomeun Oreum è davverocosì magnifico da schiarire la mente.
L’orizzonte, difficile da vedere in città, e le case aggrappate alla terra sottostante mi facevano venire voglia di tuffarmici. Per caso, poco lontano c’erano alcune persone che facevano parapendio, e non averlo provato è un grande rimpianto. Era una delle cose che volevo fare a Jeju e, se ne avrò di nuovo l’occasione, ci proverò sicuramente. Se in ogni luogo che visitassi ci fosse un posto come Geomeun Oreum, potrei restare seduta tutto il giorno a guardare il panorama e rigenerarmi. Peccato non poter portare quel posto con me.
A volte non andavo in giro e trascorrevo semplicemente il tempo alla guesthouse. Una delle esperienze più piacevoli è stata la visita di mio fratello minore e, quella sera, l’esibizione della band acustica «What Shall We Sing Today». Quel giorno aveva piovuto a dirotto fin dal mattino e mi dispiaceva per mio fratello e i suoi amici, arrivati da lontano per viaggiare, ma per fortuna lo spettacolo serale è stato così divertente che abbiamo concluso la giornata di buon umore. Forse perché tutti erano rapiti dalla musica, quella sera l’incontro conviviale con gli ospiti è stato particolarmente piacevole, e sono felice che mio fratello e i suoi amici si siano divertiti. Soggiornare in una guesthouse porta con sé piccoli eventi quotidiani come questo; anche il fatto di non sapere mai quale ospite arriverà il giorno dopo è un evento in sé.
Mi chiedo davvero cosa avrei fatto se non avessi partecipato a questo programma. A Jeju ho vissuto molte esperienze e provato tante emozioni e, anche se è stato un periodo breve, ripensando ai giorni passati e riflettendo sul tempo che mi aspetta ho imparato molto sulla vita. Per quanto piova,se accetti di bagnarti e riesci persino a goderti la pioggia, questa non potrà mai impedirti di viaggiare,,e anche i giorni che verranno non saranno diversi.Sono stata felice di aver avuto il tempo di capirlo.
Cosa ho imparato partecipando al programma gap year
All’inizio ero un po’ preoccupata perché gli ospiti della guesthouse erano un po’ più grandi di quanto mi aspettassi, ma proprio per questo ho avuto molte occasioni di parlare con persone tra i 30 e i 40 anni, e ne sono stata davvero felice. Ho sospeso gli studi e partecipato al programma gap year perché ero preoccupata per il mio futuro e, sotto questo aspetto, mi è stato di grande aiuto. Mi ha commossa che gli ospiti mi abbiano dato consigli sinceri e incoraggiamento, come persone più esperte di vita, pur incontrandomi per la prima volta. Ho capito che al mondo ci sono davvero tante persone gentili.
Come paragoni la situazione prima e dopo aver partecipato al programma gap year?
Prima di partecipare al programma gap year avevo tantissimi pensieri, ma dopo ne avevo così pochi che mi chiedevo se fosse normale, e mi sentivo molto più rilassata. Inoltre, mentre prima impiegavo molto tempo a entrare in confidenza con le persone che incontravo per la prima volta, ora riesco a sentirmi un po’ più a mio agio con chi non conosco. Incontrare persone diverse con la mente più serena mi è sembrato un passo avanti nella mia crescita.
Raccontaci il tuo itinerario durante il gap year (luoghi e programma consigliati, percorso)
Sull’isola di Jeju ci sono sorprendentemente molti luoghi meravigliosi da visitare quando piove. I tre che vorrei consigliare sono Bijarim, il Parco della cultura della pietra e la Galleria Kim Young-gap; tra questi, Bijarim è quello che mi è piaciuto di più. Già prima di andare a Jeju avevo letto in un libro che Bijarim è una tappa imperdibile quando piove, ed è un luogo che tutti consigliano all’unanimità, non solo nel libro, ma anche tra gli abitanti di Jeju.
Seguendo il breve sentiero, si aprono davanti a te scorci bagnati dalla pioggia: il profumo intenso degli alberi, l’odore della pioggia e l’aroma della terra deliziano l’olfatto, mentre l’aria morbida e impalpabile avvolge tutto il corpo. È un luogo capace di appagare tutti e cinque i sensi. La strada forestale di Saryeoni è in parte simile, ma rispetto a Bijarim è più grande e i sentieri sono asfaltati, quindi dà una sensazione di minore isolamento. Per la strada forestale di Saryeoni è meglio prendere l’auto e percorrere lentamente le strade nebbiose vicino al bosco; se vuoi provare la sensazione di guidare tra le nuvole, ti consiglio anche la strada a mezza costa dell’Hallasan.


Per quanto riguarda «passare del tempo in compagnia di tante persone, fare molte conversazioni e dedicare del tempo a riflettere su me stessa», mi è stato più utile di quanto mi aspettassi. Non solo i due proprietari e il personale (sorelle e fratelli maggiori), ma anche molti ospiti della guesthouse avevano tra i 30 e i 40 anni e, pur incontrandomi per la prima volta, mi hanno dato consigli sinceri e incoraggiamento, come persone più esperte di vita. È stato un grande sostegno.
-Jeju! Un soggiorno durante il gap year, l’inizio di nuovi incontri / Jimi-hyun, partecipante al gap year / 8 settimane di gap year |
A marzo, come al solito, ho pagato puntualmente le tasse universitarie e frequentato le lezioni, ma ho deciso di prendermi una pausa dagli studi, una cosa a cui pensavo da molto tempo. Per tutto il periodo universitario«Il percorso che sto seguendo è davvero quello che voglio?»Quella domanda mi seguiva ovunque, come un’etichetta, ma esitavo a trovare il coraggio di prendere una strada diversa. Pensavo che, se non l’avessi fatto allora, non avrei più avuto un’altra occasione per prendermi un anno sabbatico e riflettere seriamente sul mio futuro professionale, così ho preso la difficile decisione di sospendere gli studi.

In conclusione, per quanto riguarda «passare del tempo in compagnia di tante persone, fare molte conversazioni e riflettere su me stessa», mi è stato più utile di quanto mi aspettassi. Non solo i due proprietari e il personale (sorelle e fratelli maggiori), ma anche molti ospiti della guesthouse avevano tra i 30 e i 40 anni e queste persone, inoltre,pur incontrandomi per la prima volta, mi hanno dato consigli sinceri e incoraggiamento, come persone più esperte di vita. È stato un grande sostegno.L’atmosfera rilassata offriva molte occasioni per parlare con gli ospiti e, incontrandoli, ho potuto, attraverso varieesperienze indirette, riflettere sui miei sogni.È stato l’aspetto che mi ha soddisfatta di più.
Soprattutto, è stato un periodo in cui ho potuto riposarmi serenamente, senza preoccuparmi del futuro. Trascorrevo tre ore come se fossero una sola e vivevo ogni giorno senza quasi pensare, al punto da chiedermi se fosse normale. La mia mente ansiosa si è rilassata spontaneamente. Durante il programma, o anche al di fuori, è bene porsi obiettivi che si desidera davvero raggiungere e impegnarsi per conseguirli, ma ho capito che a volte può essere utile anche riposarsi completamente, senza pensare, e ho sentito che non avrei dovuto ossessionarmi troppo all’idea di dover realizzare qualcosa in futuro.

A dire il vero, quando ho scoperto questo programma, inviato la domanda di partecipazione e preso parte all’incontro di orientamento, dubitavo che vivere per due mesi in una guesthouse a Jeju potesse cambiare granché. L’ambiente offriva l’occasione di incontrare nuove persone e riflettere su me stessa, ma tutto dipendeva da come ne avrei approfittato: e in effetti è stato proprio così.
Sorprendentemente, a Jeju mi sono sentita più energica e ho vissuto in modo molto più attivo di quanto temessi. Se però c’è qualcuno che pensa di partecipare al programma gap year in futuro, spero che sappia che andare a Jeju non cambierà ogni cosa: è meglio considerarlo un punto di svolta.Per esempio, se sei di turno per la colazione ti alzi presto e cominci la giornata con impegno, ma nei giorni in cui non lo sei puoi startene tranquillamente a poltrire. Perciò, chi è abituato a dormire fino a tardi non cambierà automaticamente solo andando a Jeju. Se a partire è solo il corpo, mentre tutto il resto rimane com’era prima, non c’è molto da ricavare da questo programma.
Dopo aver lasciato Jeju, ho pensato che l’isola di Chuja e Geomeun Oreum (l’Oreum Nero) fossero i luoghi rimasti più impressi nella mia memoria.
Se l’isola di Chuja mi dà l’impressione di un posto in cui sono appena stata e in cui potrei trovarmi uscendo di casa proprio adesso, Geomeun Oreum è un luogo che vorrei tenere vicino e visitare ogni volta che ne ho voglia. Il panorama di Jeju da Geomeun Oreum è davverocosì magnifico da schiarire la mente.
L’orizzonte, difficile da vedere in città, e le case aggrappate alla terra sottostante mi facevano venire voglia di tuffarmici. Per caso, poco lontano c’erano alcune persone che facevano parapendio, e non averlo provato è un grande rimpianto. Era una delle cose che volevo fare a Jeju e, se ne avrò di nuovo l’occasione, ci proverò sicuramente. Se in ogni luogo che visitassi ci fosse un posto come Geomeun Oreum, potrei restare seduta tutto il giorno a guardare il panorama e rigenerarmi. Peccato non poter portare quel posto con me.
A volte non andavo in giro e trascorrevo semplicemente il tempo alla guesthouse. Una delle esperienze più piacevoli è stata la visita di mio fratello minore e, quella sera, l’esibizione della band acustica «What Shall We Sing Today». Quel giorno aveva piovuto a dirotto fin dal mattino e mi dispiaceva per mio fratello e i suoi amici, arrivati da lontano per viaggiare, ma per fortuna lo spettacolo serale è stato così divertente che abbiamo concluso la giornata di buon umore. Forse perché tutti erano rapiti dalla musica, quella sera l’incontro conviviale con gli ospiti è stato particolarmente piacevole, e sono felice che mio fratello e i suoi amici si siano divertiti. Soggiornare in una guesthouse porta con sé piccoli eventi quotidiani come questo; anche il fatto di non sapere mai quale ospite arriverà il giorno dopo è un evento in sé.
Mi chiedo davvero cosa avrei fatto se non avessi partecipato a questo programma. A Jeju ho vissuto molte esperienze e provato tante emozioni e, anche se è stato un periodo breve, ripensando ai giorni passati e riflettendo sul tempo che mi aspetta ho imparato molto sulla vita. Per quanto piova,se accetti di bagnarti e riesci persino a goderti la pioggia, questa non potrà mai impedirti di viaggiare,,e anche i giorni che verranno non saranno diversi.Sono stata felice di aver avuto il tempo di capirlo.
Cosa ho imparato partecipando al programma gap year
All’inizio ero un po’ preoccupata perché gli ospiti della guesthouse erano un po’ più grandi di quanto mi aspettassi, ma proprio per questo ho avuto molte occasioni di parlare con persone tra i 30 e i 40 anni, e ne sono stata davvero felice. Ho sospeso gli studi e partecipato al programma gap year perché ero preoccupata per il mio futuro e, sotto questo aspetto, mi è stato di grande aiuto. Mi ha commossa che gli ospiti mi abbiano dato consigli sinceri e incoraggiamento, come persone più esperte di vita, pur incontrandomi per la prima volta. Ho capito che al mondo ci sono davvero tante persone gentili.
Come paragoni la situazione prima e dopo aver partecipato al programma gap year?
Prima di partecipare al programma gap year avevo tantissimi pensieri, ma dopo ne avevo così pochi che mi chiedevo se fosse normale, e mi sentivo molto più rilassata. Inoltre, mentre prima impiegavo molto tempo a entrare in confidenza con le persone che incontravo per la prima volta, ora riesco a sentirmi un po’ più a mio agio con chi non conosco. Incontrare persone diverse con la mente più serena mi è sembrato un passo avanti nella mia crescita.
Raccontaci il tuo itinerario durante il gap year (luoghi e programma consigliati, percorso)
Sull’isola di Jeju ci sono sorprendentemente molti luoghi meravigliosi da visitare quando piove. I tre che vorrei consigliare sono Bijarim, il Parco della cultura della pietra e la Galleria Kim Young-gap; tra questi, Bijarim è quello che mi è piaciuto di più. Già prima di andare a Jeju avevo letto in un libro che Bijarim è una tappa imperdibile quando piove, ed è un luogo che tutti consigliano all’unanimità, non solo nel libro, ma anche tra gli abitanti di Jeju.
Seguendo il breve sentiero, si aprono davanti a te scorci bagnati dalla pioggia: il profumo intenso degli alberi, l’odore della pioggia e l’aroma della terra deliziano l’olfatto, mentre l’aria morbida e impalpabile avvolge tutto il corpo. È un luogo capace di appagare tutti e cinque i sensi. La strada forestale di Saryeoni è in parte simile, ma rispetto a Bijarim è più grande e i sentieri sono asfaltati, quindi dà una sensazione di minore isolamento. Per la strada forestale di Saryeoni è meglio prendere l’auto e percorrere lentamente le strade nebbiose vicino al bosco; se vuoi provare la sensazione di guidare tra le nuvole, ti consiglio anche la strada a mezza costa dell’Hallasan.

Vivi in un posto nuovo,
incontra persone nuove,
scopri una nuova versione di te
e costruisci una vita tutta tua.