#Ho capito l’importanza di fare esperienze diverse #Autoanalisi; informazioni diversificate #La determinazione a trovare la strada che desidero

Prima di frequentare il corso, non sapevo nulla e avevo gli stessi pensieri di tutti gli altri. Mi chiedevo quali qualifiche avrei dovuto conseguire e su cosa avrei dovuto migliorare per entrare in una buona azienda. Ma durante il corso ho ascoltato diversi racconti sul lavoro e ricevuto informazioni su vari settori e, grazie a esperienze molto diverse, ho deciso che era il momento di definire il mio futuro percorso professionale.
-Il primo passo per trovare un lavoro che renda felici / Bae Ji-su, partecipante al gap year di Gap Year Family |
D. Cosa ti ha spinto a decidere di partecipare al corso?
Quando si trattava di cercare lavoro, partivo da zero.
Avevo intenzione di prendermi una pausa dagli studi per prepararmi a entrare nel mondo del lavoro, ma non avevo alcuna esperienza. Non sapendo cosa fare, ho visto su Facebook le informazioni sul corso e ho pensato che facesse al caso mio, così mi sono iscritta.
D. Prima di partecipare al corso, speravi di ottenere qualcosa o avevi degli obiettivi che volevi raggiungere?
Prima di frequentare il corso, non sapevo nulla e avevo gli stessi pensieri di tutti gli altri. Mi chiedevo quali qualifiche avrei dovuto conseguire e su cosa avrei dovuto migliorare per entrare in una buona azienda. Ma durante il corso ho ascoltato diversi racconti sul lavoro e ricevuto informazioni su vari settori e, grazie a esperienze molto diverse,esperienzaho deciso che era il momento di definire il mio futuro percorso professionale.
D. Qual è stata la parte del corso che ti ha colpito di più?
La prima parte del corso era dedicata a conoscermi meglio. L’insegnante mi faceva domande sul mio modo di pensare, offrendomi l’occasione di riflettere; non l’avevo mai fatto prima e, per la prima volta, mi sono guardata dentro pensando: «Ecco, sono fatta così». Abbiamo anche avuto modo di riflettere e parlare delle persone che non mi piacciono. Ho capito che ciò che non mi piaceva e cercavo di ignorare erano in realtà i miei stessi difetti.
D. Quali ritieni siano i punti di forza o le caratteristiche particolari di questo corso?
Innanzitutto, eravamo pochi studenti, quindi potevamo condividere le nostre esperienze e comunicare facilmente con l’insegnante. Inoltre, l’insegnante rispondeva con disponibilità e senza creare distanze, così potevo fare tranquillamente tutte le domande che mi venivano in mente.
D. Confrontando il prima e il dopo il corso, noti qualche cambiamento?
Prima pensavo che avrei dovuto fare un tirocinio. Ma durante il corso ho capito che consideravo tirocini, volontariato e attività extrascolastiche soltanto come elementi da aggiungere al curriculum, anziché come occasioni per fare esperienza.
Inoltre, dato che mio padre lavora in una grande azienda, pensavo di dover lavorare anch’io per forza in una grande azienda. Credevo che, se fossi stata assunta da una grande azienda, i miei genitori sarebbero stati felici, io sarei stata felice e quella sarebbe stata la scelta giusta nella vita. Ma dopo il corso ho capito che la felicità non è questa. Ripensando alle attività che avevo svolto, mi sono resa conto che erano tutte orientate a rendere felici i miei genitori e mi ero illusa che le facessi per me.illusioneEro vittima di quell’illusione. Grazie a questo corso me ne sono liberata e ho spostato l’attenzione su me stessa.
D. «Il primo passo per trovare un lavoro che renda felici»: lo consiglio vivamente a studenti come questi!
Agli studenti che, come me, non hanno la minima idea di cosa fare per la propria carriera o di come trovare lavoro. E a chi vuole uscire da una visione incentrata sui genitori o ha dei dubbi al riguardo.
D.Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Per prima cosa tornerò a scuola, seguirò assiduamente le lezioni e cercherò di ottenere molti crediti; poi, l’anno prossimo, vorrei viaggiare.
Dato che ancora non so in cosa sono brava, proverò a fare esperienze diverse. Una di queste sarà viaggiare.
ViaggiareViaggiando, vorrei conoscere tante persone diverse. Voglio incontrare persone che vivono situazioni differenti, ascoltare le loro storie e vedere come vivono. Inoltre, sarà la prima volta che viaggerò da sola, quindi penso che organizzare il viaggio e partire sarà già di per sé un’esperienza coraggiosa.
D. Che significato ha per me questo corso?
Se dovessi paragonarmi a prima del corso, ero come uno stagno stagnante.
Per questo mi sentivo sotto pressione e mi chiedevo se fossi l’unica a essere intrappolata mentre tutti gli altri scorrevano verso il mare. Ma seguendo il corso, ho avuto la sensazione che si fosse aperto un canale che mi permetteva di scorrere, anche lentamente. È stata anche una grande occasione per liberarmi, almeno un po’, dalla pressione psicologica e trovarmi in una condizione in cui potessi provare cose diverse e mettermi alla prova.

Prima di frequentare il corso, non sapevo nulla e avevo gli stessi pensieri di tutti gli altri. Mi chiedevo quali qualifiche avrei dovuto conseguire e su cosa avrei dovuto migliorare per entrare in una buona azienda. Ma durante il corso ho ascoltato diversi racconti sul lavoro e ricevuto informazioni su vari settori e, grazie a esperienze molto diverse, ho deciso che era il momento di definire il mio futuro percorso professionale.
-Il primo passo per trovare un lavoro che renda felici / Bae Ji-su, partecipante al gap year di Gap Year Family |
D. Cosa ti ha spinto a decidere di partecipare al corso?
Quando si trattava di cercare lavoro, partivo da zero.
Avevo intenzione di prendermi una pausa dagli studi per prepararmi a entrare nel mondo del lavoro, ma non avevo alcuna esperienza. Non sapendo cosa fare, ho visto su Facebook le informazioni sul corso e ho pensato che facesse al caso mio, così mi sono iscritta.
D. Prima di partecipare al corso, speravi di ottenere qualcosa o avevi degli obiettivi che volevi raggiungere?
Prima di frequentare il corso, non sapevo nulla e avevo gli stessi pensieri di tutti gli altri. Mi chiedevo quali qualifiche avrei dovuto conseguire e su cosa avrei dovuto migliorare per entrare in una buona azienda. Ma durante il corso ho ascoltato diversi racconti sul lavoro e ricevuto informazioni su vari settori e, grazie a esperienze molto diverse,esperienzaho deciso che era il momento di definire il mio futuro percorso professionale.
D. Qual è stata la parte del corso che ti ha colpito di più?
La prima parte del corso era dedicata a conoscermi meglio. L’insegnante mi faceva domande sul mio modo di pensare, offrendomi l’occasione di riflettere; non l’avevo mai fatto prima e, per la prima volta, mi sono guardata dentro pensando: «Ecco, sono fatta così». Abbiamo anche avuto modo di riflettere e parlare delle persone che non mi piacciono. Ho capito che ciò che non mi piaceva e cercavo di ignorare erano in realtà i miei stessi difetti.
D. Quali ritieni siano i punti di forza o le caratteristiche particolari di questo corso?
Innanzitutto, eravamo pochi studenti, quindi potevamo condividere le nostre esperienze e comunicare facilmente con l’insegnante. Inoltre, l’insegnante rispondeva con disponibilità e senza creare distanze, così potevo fare tranquillamente tutte le domande che mi venivano in mente.
D. Confrontando il prima e il dopo il corso, noti qualche cambiamento?
Prima pensavo che avrei dovuto fare un tirocinio. Ma durante il corso ho capito che consideravo tirocini, volontariato e attività extrascolastiche soltanto come elementi da aggiungere al curriculum, anziché come occasioni per fare esperienza.
Inoltre, dato che mio padre lavora in una grande azienda, pensavo di dover lavorare anch’io per forza in una grande azienda. Credevo che, se fossi stata assunta da una grande azienda, i miei genitori sarebbero stati felici, io sarei stata felice e quella sarebbe stata la scelta giusta nella vita. Ma dopo il corso ho capito che la felicità non è questa. Ripensando alle attività che avevo svolto, mi sono resa conto che erano tutte orientate a rendere felici i miei genitori e mi ero illusa che le facessi per me.illusioneEro vittima di quell’illusione. Grazie a questo corso me ne sono liberata e ho spostato l’attenzione su me stessa.
D. «Il primo passo per trovare un lavoro che renda felici»: lo consiglio vivamente a studenti come questi!
Agli studenti che, come me, non hanno la minima idea di cosa fare per la propria carriera o di come trovare lavoro. E a chi vuole uscire da una visione incentrata sui genitori o ha dei dubbi al riguardo.
D.Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Per prima cosa tornerò a scuola, seguirò assiduamente le lezioni e cercherò di ottenere molti crediti; poi, l’anno prossimo, vorrei viaggiare.
Dato che ancora non so in cosa sono brava, proverò a fare esperienze diverse. Una di queste sarà viaggiare.
ViaggiareViaggiando, vorrei conoscere tante persone diverse. Voglio incontrare persone che vivono situazioni differenti, ascoltare le loro storie e vedere come vivono. Inoltre, sarà la prima volta che viaggerò da sola, quindi penso che organizzare il viaggio e partire sarà già di per sé un’esperienza coraggiosa.
D. Che significato ha per me questo corso?
Se dovessi paragonarmi a prima del corso, ero come uno stagno stagnante.
Per questo mi sentivo sotto pressione e mi chiedevo se fossi l’unica a essere intrappolata mentre tutti gli altri scorrevano verso il mare. Ma seguendo il corso, ho avuto la sensazione che si fosse aperto un canale che mi permetteva di scorrere, anche lentamente. È stata anche una grande occasione per liberarmi, almeno un po’, dalla pressione psicologica e trovarmi in una condizione in cui potessi provare cose diverse e mettermi alla prova.
Vivi in un posto nuovo,
incontra persone nuove,
scopri una nuova versione di te
e costruisci una vita tutta tua.