#Con una prospettiva più ampia, oltre la routine quotidiana consolidata #Esperienza nella pratica medica e certezza sul mio percorso professionale #È stata un’esperienza indimenticabile e straordinaria.
Un momento per riflettere sul futuro
Salve. Mi chiamo Kim Sang-jun, sono al primo anno di infermieristica. Mi piace fare nuove esperienze in prima persona e scoprire che tipo di persona sono. Attualmente studio infermieristica e frequento l’università, ma allo stesso tempo ho sempre pensato di voler uscire dalla routine e conoscere persone e culture diverse.
In particolare, viaggiando all’estero e partecipando ad attività di volontariato, ho capito che uscire dall’ambiente a cui sono abituato può stimolarmi molto più di quanto pensassi. Durante un’esperienza di volontariato e un viaggio in Vietnam, ho conosciuto nuove persone e affrontato direttamente diverse situazioni per trovare soluzioni. Ho capito così che viaggiare non significa soltanto andare a riposarsi, ma può essere un’esperienza che mi aiuta a crescere. Un collega del mio corso ha condiviso il programma Gap Year: sembrava interessante, così ho deciso di candidarmi.
Per me, il Gap Year non è semplicemente un periodo di pausa dall’università, ma un’occasione per costruire il mio futuro mettendomi alla prova con esperienze che altrimenti non avrei mai fatto. Viaggiando in posti nuovi, incontrando persone diverse e imparando nuove attività, volevo capire più concretamente che cosa mi piace e che tipo di vita desidero. L’obiettivo di questo Gap Year era acquisire certezze sul mio futuro professionale.
In passato avevo già soggiornato a lungo all’estero e, poiché con me c’erano anche amici che conoscevo, prima della partenza non ero preoccupato all’idea di restare a lungo fuori dal Paese. Sul posto, mi alzavo la mattina e andavamo tutti insieme in ospedale. Verso le 11 pranzavamo per due ore, poi tornavamo in ospedale e terminavamo le attività intorno alle 15.
Dopo aver concluso le attività, partecipavo liberamente ai tour e ho anche fatto un tour di Ho Chi Minh City. Oltre al programma, anche nel tempo libero potevo esplorare i dintorni e dedicarmi a varie attività, trascorrendo giornate ricche e senza mai annoiarmi. Ho potuto concentrarmi sul programma in un ambiente piacevole e confortevole e mi è piaciuto poter socializzare con naturalezza con persone nuove.
Durante il Gap Year ho stretto amicizia con un partecipante coreano e uno australiano. Ho potuto ampliare i miei orizzonti vivendo attività nuove, difficili da provare nella vita di tutti i giorni, e conoscendo persone diverse. È stata un’esperienza davvero indimenticabile. Affrontando direttamente le difficoltà e trovando soluzioni in un ambiente nuovo, ho imparato molte cose che sarebbe stato difficile apprendere nella vita di tutti i giorni.
Nel complesso, la sicurezza era gestita con attenzione e ho potuto partecipare al programma senza preoccupazioni. Anche le informazioni e l’organizzazione sono state soddisfacenti. L’opportunità di acquisire certezze sul mio futuro professionaleera presente, e mi è piaciuto anche aver potuto svolgere alcune procedure mediche.
Non noto ancora cambiamenti visibili, ma credo che il mio modo di pensare sia cambiato. Su una scala da 1 a 10, direi che questo progetto ha contribuito a cambiare la mia vita per 10 punti. Non ho ancora deciso tutto, ma proprio per questo voglio fare ancora più esperienze. Imparate un po’ d’inglese e provate a comunicare in modi diversi!
Raccogliamo i percorsi di crescita
raccontati dai partecipanti.
Vivi in un posto nuovo,
incontra persone nuove,
scopri una nuova versione di te
e costruisci una vita tutta tua.