#Dalla preoccupazione per un luogo sconosciuto alla fiducia in me stessa #Fiducia nella mia scelta professionale di diventare infermiera #Quattro settimane speciali trascorse a comprendere le persone
Salve. Sono una studentessa di infermieristica e da sempre desideravo ampliare i miei orizzonti entrando in contatto con culture e persone diverse. Volevo svolgere un’attività significativa mettendo a frutto il mio percorso di studi, così ho partecipato a un progetto di volontariato medico all’estero, durato quattro settimane, a Ho Chi Minh City, in Vietnam. Ero molto interessata al volontariato in ambito sanitario e mi ha colpito l’opportunità di aiutare la popolazione locale sviluppando al contempo le mie competenze professionali. Tra i miei obiettivi c’erano anche crescere in un ambiente nuovo, comunicare con persone diverse e acquisire una prospettiva più ampia.
All’inizio, la cosa che mi preoccupava di più era dover vivere per quattro settimane in un ambiente sconosciuto. Mi pesavano anche le differenze linguistiche e culturali e la responsabilità di prendermi cura della mia salute, ma prima della partenza ho cercato informazioni sulla cultura e sulle condizioni di vita locali e ho preparato i medicinali e gli oggetti necessari, riuscendo così a ridurre le mie preoccupazioni. Anche le indicazioni fornite dagli organizzatori erano chiare e ben strutturate, quindi sono partita tranquilla. L’ambiente era organizzato in modo stabile e favorevole a concentrarsi sulla vita quotidiana e sul volontariato, e anche sul posto la gestione era ben strutturata, permettendomi di partecipare alle attività con serenità.
Di solito la giornata iniziava con i preparativi del mattino, seguiti dalla colazione acquistata con i buoni. La scelta dei menu era ampia e mi è piaciuta molto. Poi raggiungevamo l’ospedale insieme agli altri volontari e svolgevamo le attività di assistenza sanitaria. Controllavamo lo stato di salute degli abitanti del posto o aiutavamo il personale medico; al termine delle attività, dedicavamo del tempo al riordino e alla condivisione di osservazioni. L’organizzazione del progetto era ben strutturata, così i partecipanti potevano comprendere chiaramente il proprio ruolo e svolgere le attività.
Al progetto hanno partecipato persone con percorsi di studio ed esperienze diverse. Condividere i nostri obiettivi e le nostre esperienze è stato molto stimolante, e il tempo trascorso a collaborare è stato davvero significativo. Anche gli abitanti del posto e il personale medico sono diventati legami preziosi che non dimenticherò. In particolare, durante il volontariato medico, una persona dello staff locale parlava coreano e il suo aiuto è stato davvero prezioso per lo svolgimento delle attività.
La cosa più bella è stata vedere quanto gli abitanti del posto fossero sinceramente riconoscenti anche per il piccolo aiuto che potevo offrire. Ricorderò a lungo le persone che mi sorridevano con gioia e mi esprimevano la loro gratitudine per un gesto semplice. In un contesto con condizioni sanitarie diverse, ho riflettuto ancora una volta sull’importanza della salute e ho potuto meditare a fondo sul valore della professione infermieristica. Ho anche capito che il volontariato non consiste soltanto nell’aiutare gli altri, ma è un percorso in cui si impara e si cresce insieme.
Nei fine settimana o nel tempo libero visitavo mercati locali, siti storici e luoghi con paesaggi naturali. Più che limitarmi alle mete turistiche, visitare i luoghi frequentati dagli abitanti mi ha permesso di comprendere più a fondo la cultura del Paese. Per visitare le zone circostanti, viaggiare con gli autobus notturni può regalare tanti altri bei ricordi. Anche al di fuori delle attività di volontariato, ho vissuto momenti ancora più ricchi, entrando in contatto con la cultura locale.
Direi che questa esperienza ha avuto un impatto di 10 su 10 sulla mia vita. Vivere in un ambiente nuovo ha accresciuto la fiducia in me stessa, il senso di responsabilità verso il mio percorso di studi e la convinzione riguardo alla mia futura carriera. È cambiata completamente anche la mia convinzione che, non conoscendo bene l’inglese, avrei avuto difficoltà ad ambientarmi: ho acquisito fiducia nella mia capacità di adattarmi e risolvere i problemi anche in un ambiente sconosciuto. Ho imparato a guardare le persone e la società da una prospettiva più ampia, e ho fatto volontariato in un ambiente sconosciuto, sono cresciuta e ho creato ricordi preziosi e indimenticabili.
All’inizio ero più preoccupata che entusiasta, ma durante le quattro settimane ho comunicato con gli abitanti del posto e partecipato alle attività di volontariato medico, imparando molto più di quanto immaginassi. Questa esperienza non è stata una semplice attività all’estero, ma un’occasione speciale per comprendere gli altri e crescere come persona. Spero che chi parteciperà in futuro non si preoccupi di non essere perfettamente preparato. Se parteciperete con mente aperta e spirito d’iniziativa, riflettendo sul significato del volontariato, sarà un’esperienza preziosa, ricca di occasioni per imparare e crescere.
Ringrazio gli organizzatori che mi hanno guidata con gentilezza, dalla preparazione del progetto fino alla partenza. Grazie a loro ho potuto prepararmi senza troppe preoccupazioni alla mia prima esperienza di volontariato medico all’estero. Sono profondamente grata a tutte le persone che hanno lavorato dietro le quinte affinché i partecipanti potessero vivere un’esperienza positiva.
Raccogliamo i percorsi di crescita
raccontati dai partecipanti.
Vivi in un posto nuovo,
incontra persone nuove,
scopri una nuova versione di te
e costruisci una vita tutta tua.