Concentrati solo sulla tua crescita.
Il Gap Year è un periodo dedicato alla crescita e alla felicità.

Trentacinquenne in pausaKim Jun-ho
Anno sabbatico di 12 mesi
«Il viaggio più bello e il miglior anno sabbatico, forgiati dalle difficoltà»

# Un giovane che, dopo essere andato all’università, si è stancato del sogno che aveva coltivato
Molte persone cambiano le proprie aspirazioni per il futuro, ma io, fin da bambino,Ingegnereera il mio sogno. Per questo ho scelto ingegneria meccanica all’università e mi appassionava studiare ingegneria.
Ah,ma mi ero stancato dei corsi di meccanica, pieni di innumerevoli formule matematiche e fisiche, invece che di insegnamenti sulle macchine.Mi ero stancato di risolvere semplicemente problemi di matematica e i miei interessi si erano spostati dalla mia facoltà alla filosofia e alla fotografia.
Soprattutto dopo essere diventato responsabile del club di fotografia, mi dedicai completamente alla fotografia. Poiché la mia famiglia non se la passava bene, lavoravo part-time mentre mi concentravo sul club di fotografia che amavo e, naturalmente, i miei voti crollarono.
# L’anno sabbatico che scelsi dopo due ammonizioni accademiche e la prevedibile routine di un congedo dagli studi

Alla fine ricevetti due ammonizioni accademiche: una cosa che, dicono, è difficile ottenere anche una sola volta.Il giorno in cui furono pubblicati i voti, rimasi seduto, frastornato, pensando di aver vissuto con troppa leggerezza; per riflettere su me stesso e capire quale fosse il mio vero sogno, decisi di prendermi un anno sabbatico..
Presi un congedo dagli studi per dedicarmi a un anno sabbatico, spinto dallo shock e dal desiderio di trovare il mio vero sogno.Tuttavia, all’inizio del congedo non avevo piani particolari. Così, volendo fare qualcosa durante quel periodo, mi iscrissi a un corso di preparazione al TOEIC, proprio come tutti gli altri. Ma, come previsto, il TOEIC era estremamente noioso.
Quello che amavo era diventato lo studio e gli esami, e mi ero stancato di un sogno che avevo coltivato per vent’anni; perciò, era prevedibile che il congedo e l’iscrizione a un corso di preparazione al TOEIC finissero così. L’inglese mi sembrava un esame, non lo studio che desideravo, e questo me lo faceva detestare ancora di più.
Per fare esperienze di vita, imparare l’inglese che desideravo e dedicarmi agli studi che mi interessavano,dopo un mese lasciai il corso di preparazione al TOEIC e mi prefissai l’obiettivo di studiare una lingua all’estero o viaggiare per l’Europa.Forse, con la retta universitaria a malapena coperta, partire per un programma di studio linguistico all’estero era più difficile che ottenere un buon punteggio al TOEIC.
Eppure avevo scelto quel congedo perché lo ritenevo necessario,non volevo passare il mio anno sabbatico facendo cose che non desideravo fare,non volevo trascorrerlo così.Di giorno lavoravo come assistente nella gestione informatica di una centrale elettrica e, finito il lavoro, facevo il turno di chiusura in un cinema cittadino. Dopo il turno, verso le due di notte, non c’erano mezzi pubblici, quindi per risparmiare sui trasporti andavo e tornavo ogni giorno in bicicletta.
Libero dagli obblighi, ricominciai ad appassionarmi alle macchine.

Riuscivo a dormire in media solo quattro ore al giorno, ma mi impegnavo a fondo.Dopo aver lavorato per circa tre mesi, il contratto con la centrale elettrica terminò.Tuttavia, sentivo il desiderio di mettermi ulteriormente alla prova e trovai un nuovo lavoro part-time in una stazione sciistica.
Avevo una qualifica in ambito meccanico, quindi lavoravo sugli impianti di risalita e sulle cabinovie. Essendo un nuovo lavoratore part-time con un po’ di esperienza, fui assegnato alla vetta, a 1.300 metri, che si diceva fosse l’ambiente più estremo. Non conoscevo nessuno; il luogo era sconosciuto, la temperatura si aggirava sui -20 °C e il vento gelido e impetuoso mi faceva rabbrividire. Inoltre, come addetto agli impianti di risalita, dovevo imparare a memoria diversi manuali in inglese e diventavo responsabile della sicurezza di tante persone, il che aumentava la pressione.

Tuttavia, grazie a quel lavoro part-time, potei conoscere tante storie personali che non avrei mai incontrato a scuola. Feci esperienza nel settore dei servizi e conobbi persone molto diverse, provenienti da ogni parte del Paese e venute alla stazione sciistica. All’inizio ero piuttosto timido, ma in seguito diventai più estroverso.
E direttamente dalla vita, non dai libri,occuparmi della sicurezza degli impianti di risalita per proteggere tante persone mi diede l’occasione di ritrovare interesse per l’ingegneria meccanica che studiavo.
Grazie al rinnovato interesse per i macchinari, nato durante il lavoro part-time, durante i miei viaggi in Europa riuscii a riflettere di più sulle macchine.
Mi ritrovavo spesso a pensare a come migliorare il mondo grazie all’ingegneria. Partendo dalle idee che mi vennero allora, al mio ritorno all’università riuscii a realizzare un progetto e a portarlo al successo.
Soprattutto,grazie al lavoro part-time,il carattere più estroverso che avevo sviluppato mi trasformò più di quanto mi aspettassi.Partendo da quell’esperienza, fondai all’università un club di idee interdisciplinari, che oggi conta 70 membri. Grazie alle idee sviluppate, depositai quattro domande di brevetto e vinsi una trentina di premi in concorsi, tra cui il Korea Talent Award, fino ad avviare una startup tecnologica.
Verso il paradiso grazie al lavoro part-time.

Finalmente! Con i soldi guadagnati dai lavori part-time, potei partire per un viaggio in Europa. Quando arrivò il momento di organizzarlo, non sapevo bene da dove cominciare. Conoscevo poco i biglietti aerei e, d’impulso, pensando che dovessi semplicemente partire, prenotai i voli. Desideravo visitare la Turchiasolo perché volevo visitarla.Inserii la Turchia nell’itinerario per quell’unico motivo.L’itinerario era così semplice..
Se avessi pianificato in anticipo ogni dettaglio, sarei rimasto vincolato al programmae avrei avuto l’impressione di viaggiare di corsa; decisi quindi di scegliere soltanto le città che volevo visitare e prenotare gli alloggi man mano.

Appena arrivato in Europa, mi sentii come se fossi entrato in un film e stessi guardando le scene svolgersi davanti a me.
Guardando il cielo limpido e i ritmi rilassati delle persone, mi resi conto di aver vissuto come se fossi sempre inseguito. Provare di persona quel senso di tranquillità...per come l’ho vissutaContinuavo a pensare che avrei dovuto vivere con più leggerezza e godermi un po’ di più la vita.Ma non era facile cambiare il mio carattere.Grazie ai lavori part-time che avevo fatto,Avevo parecchi soldi. Eppure,Risparmiavo portandomi a pranzo il pane della colazione dell’ostello, fermandomi al supermercato sulla via del ritorno per fare la spesa e cucinando la cena da sola in ostello.
Vivere con calma, senza programmi

Non ero libera nemmeno quando avevo la libertà, e nelle situazioni in cui potevo rilassarmi continuavo a reprimermi.Arrivò una svolta.Persi per sbaglio circa 300.000 won. Anche se avrei potuto godermi il viaggio, riflettei su quanto mi stessi limitando, risparmiando più del necessario.Da allora, non solo mentalmente ma anche concretamente, iniziai a godermi davvero un viaggio rilassato attraverso l’Europa.
Non avendo prenotato gli alloggi in anticipo, potevo viaggiare con un po’ più di calma rispetto agli altri.In particolare, di solito il tragitto da Nizza a Firenze si fa in aereo.IoViaggiai in treno lungo la costa, ammirando il mare e godendomi momenti di relax e fantasticherie. Mi venne anche un’idea imprenditoriale.
A Praga, in occasione del Festival musicale della Primavera di Praga, trascorsi tre giorni assistendo solo a concerti di musica classica che conoscevo appena, e così mi avvicinai alla musica classica.
# Viaggiare in Turchia con un solo libro

E a Monaco ebbi di nuovo l’occasione di godermi un altro viaggio divertente.Il viaggio fu nuovamente sconvolto da una crisi: scesi dalla metropolitana e dimenticai lo smartphone a bordo.
Così,Viaggiai per la Turchia affidandomi soltanto a un libro, senza avere altre informazioni sul Paese.Mi affidai ai gesti per chiedere aiuto a un uomo che viaggiava sul mio stesso autobus e trovare un alloggio; durante i lunghi tragitti notturni in autobus, senza lo smartphone che era sempre al mio fianco, mi estraniavo e viaggiavo anche per dieci ore di fila.
# Non devi per forza seguire lo stesso identico percorso degli altri.

Anche se il mio viaggio in Europa è durato poco, ne ho passate tante e, durante il viaggio, molte cose che davo per scontate nella vita quotidiana si sono trasformate in altrettante incertezze.
Il viaggio mi ha dato molto tempo per riflettere e ho imparato che non è necessario sentirsi obbligati a seguire lo stesso percorso degli altri.La lezione più importante di questo viaggio è stata rendermi conto che, indipendentemente dalla situazione o dall’ambiente, posso cambiare il mondo cambiando il modo in cui lo guardo.
InoltreGrazie a questo anno sabbatico, ho potuto scegliere con coraggio il nuovo sogno di avviare un’impresa, invece di avere gli stessi obiettivi uniformi degli altri. In un mondo in cui i ventenni sono costretti a sopportare la sofferenza e lavorare per una grande azienda è considerato l’unico sogno prestabilito, in realtà iopotrei essere considerata una persona fuori dal comune. TuttaviaForte della lezione che ho imparato personalmente durante il mio viaggio in Europa — «Non devi sentirti obbligato a seguire la stessa strada degli altri» — sto andando verso il mio sognoSto camminando verso di esso.
# Ai più giovani che stanno pensando a un anno sabbatico: «La vostra giovinezza, adesso, è la cosa più bella e preziosa»

Consiglio sempre ai più giovani di prendersi un anno sabbatico.Quando, più avanti, vi guarderete indietro, penserete che la vostra giovinezza di oggi sia stata il periodo più bello e prezioso.È deprimente restare rinchiusi in biblioteca in questo periodo, pensando solo a trovare lavoro in una grande azienda. Credo che le esperienze e i ricordi vissuti in questo periodo possano valere più delle ricompense economiche di un buon impiego.
In quest’epoca in cui i giovani sono costretti a sopportare la sofferenza, non c’è bisogno di avere obiettivi e sogni uniformi e prestabiliti. Con un anno sabbatico potete trovare il sogno che desiderate davvero.

Accogliamo sempre con piacere consigli e contributi per il progetto 100 Gap Year. Lasciate un commento o un messaggio, oppure scrivete alla responsabile marketing Da-young Choi (choi@koreagapyear.com)!
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