Concentrati solo sulla tua crescita.
Il Gap Year è un periodo dedicato alla crescita e alla felicità.

23º GapperKim Ju-won
Periodo dell’anno sabbatico:2009–2011 e 2012–2014
Esperienze durante l’anno sabbatico:Vacanza-lavoro e viaggi per il mondo
Con probabilità ancora più basse di quelle di vincere alla lotteria...
Dalla nascita fino ai primi vent’anni, il mio raggio d’azione era Busannel quartiere di Gaegum-dong, distretto di Jin-guun quartiere di 3 kmal cui internosi trovavano tuttii luoghi in cui ho completato gli studi. Ho frequentato le scuole elementari, medie e superiori, l’università... e persino svolto il servizio militare nei posti più vicini a casa.
Un giorno, durante il servizio militare, ricevetti una cartolina da un amico in India e mi innamorai delle spiagge di Goa raffigurate. Dopo il congedo, andai da solo in India per il mio primo viaggio all’estero. Quando organizzai un viaggio di 40 giorni e partii, mi sentivo orgoglioso e audace: andare in India per 40 giorni partendo dal mio quartiere (non per una breve vacanza di 3 notti e 4 giorni) mi sembrava un progetto incredibile e temerario.
In India, però, incontrai viaggiatori che mi dissero di essere in viaggio da sei mesi, o addirittura da uno o due anni, e rimasi sconvolto, come una rana in un pozzo che vede l’oceano. Mi resi conto che, in un’epoca in cui si vive fino a cent’anni, dedicare circa un anno a esplorare un mondo più vasto e conoscere persone diverse sarebbe stato un tassello necessario e prezioso della mia vita, così iniziai a prepararmi per un viaggio più lungo.

«Come posso girare il mondo proprio adesso, negli anni più belli e giovani della mia vita?»
Dopo aver incontrato viaggiatori di lungo corso in India, verso la metà dei miei vent’anni coltivai questo sogno.
Ma avevo sentito dire che per viaggiare per il mondo per circa un anno servivano all’incirca 20-25 milioni di won di spese. Da studente universitario, pensavo che mi sarebbero serviti circa tre anni di lavoro part-time in Corea per mettere da parte quella somma, e stavo rimuginando quando vidi un articolo di notizie online...«Port Lincoln, la città australiana con la più alta percentuale di milionari»Lessi l’articolo e un breve passaggio in cui si diceva che l’allevamento dei tonni era la principale fonte di reddito della zona.
Australia?!Pensai: «Potrei partire con un visto vacanza-lavoro e, se lavorassi in una zona con tanti milionari, gli stipendi dovrebbero essere alti: potrei risparmiare più in fretta i soldi per il viaggio e magari vivere persino in un posto davvero lussuoso come Beverly Hills, a Los Angeles». Con quel grande sogno, presi il milione e mezzo di won risparmiato con i lavoretti part-time e partii per Port Lincoln, in Australia.

Ma...Port LincolnA Port Lincoln, però, non c’era nulla del lusso che avevo immaginato: niente grandi magazzini né centri commerciali... Era un minuscolo villaggio di pescatori, dove McDonald’s aveva aperto da meno di un anno. Quando arrivai avevo pochi soldi, così cercai un ostello o una stanza in condivisione, ma non essendo una località turistica non c’erano ostelli e, poiché era un posto dove capitava raramente di vedere una persona asiatica, persisteva il razzismo e nessuno voleva affittarmi una stanza.
Alla fine dovetti vivere in tenda per i primi tre mesi, dopodiché mi spostai tra le case di amici del posto conosciuti al lavoro, cambiando sistemazione circa quattro o cinque volte. Così, nell’arco di un anno, girovagai per la piccola cittadina di Port Lincoln, lavorando in una fabbrica di tonno per risparmiare i soldi del viaggio.

Esattamente 360 giorni dopo essere arrivato in Australia, partii per il mio...viaggio intorno al mondoin grande stile.
Il primo grandioso spettacolo che incontrai durante il viaggio furono le cascate di Iguazú, in Argentina. Rimasi a guardarle per una decina di minuti, con tutto il corpo e il viso bagnati dagli spruzzi sollevati dalla cascata alta 80 metri, cercando di imprimermi bene quella scena nella memoria.
Le immagini dei luoghi da sogno che avrei presto visitato in giro per il mondo e dei momenti difficili trascorsi in Australia mi passarono davanti agli occhi e cominciai a piangere; per fortuna gli spruzzi continuavano a bagnarmi il viso, così ricordo di aver pianto a dirotto, senza trattenermi.
Dopo di che trascorsi un anno viaggiando per il mondo senza particolari difficoltà, incontrando persone, mangiando, divertendomi e facendo tutto ciò che avevo sognato, per poi tornare in Corea.
Di nuovo, un anno sabbatico!
Un anno dopo il mio ritorno in Corea, partii per un’altra vacanza-lavoro.
Il «pollo» continuava a tornarmi in mente, così volevo imparare la ricettaPensavo che, se avessi imparato a prepararlo e avessi aperto un locale in Corea, sarebbe stato un enorme successo. Per raccogliere i soldi necessari a tornare in Sud America, questa volta partii per la Germania con un visto vacanza-lavoro.
Pensavo che, se il pollo peruviano fosse diventato un successo, sarei stato troppo impegnato per andare in vacanza, quindi considerai quello il mio ultimo lungo viaggio e risparmiai con tenacia. In Australia ero riuscito a lavorare bene con la gente del posto leggendo le situazioni più che affidandomi alle parole, e anche questa volta ero fiducioso. In Germania, però, persi la competizione con gli immigrati turchi e dell’Europa orientale, che non mi aspettavo, e non riuscii a trovare lavoro del posto. Purtroppo, per mettere da parte i soldi per il viaggio in sette mesi, finii per fare un lavoro più duro di quello in Australia, in un mulino coreano a Francoforte, producendo gallette di riso, tofu e olio di sesamo.

Prima di imparare a preparare il pollo peruviano, trascorsi un mese a Lisbona, in Portogallo, imparando a fare i pastéis de nata; poi passai otto mesi a viaggiare in Europa e in America Latina, tornando nei luoghi che avevo apprezzato durante il viaggio precedente per impararne le ricette. EFinalmente!Andai in quel vicolo del pollo in Perù, ordinai lo stesso piatto di pollo di allora e ne assaggiai un boccone.
Ma...Era lo stesso locale e gli affari andavano ancora bene, ma il pollo aveva un sapore completamente diverso da quello che ricordavo dal viaggio precedente. Non riuscii a mangiarne altro e, dopo aver riflettuto sul perché, capii che la volta prima l’avevo mangiato da viaggiatore davvero affamato, mentre questa volta lo assaggiavo con la mentalità di un imprenditore: «Questo sapore potrebbe competere nel spietato mercato del pollo in Corea?». Perciò l’esperienza non poteva che sembrarmi completamente diversa.
Sono passati cinque mesi dal mio ritorno in Corea.
Attualmente tengo talvolta conferenze per chi si sta preparando a viaggiare per il mondo o ne è incuriosito e, mentre lavoro e vivo nel caffè per viaggiatori e guesthouse di mio fratello, che ho conosciuto grazie ai miei viaggi, sto preparando un libro con i racconti delle mie avventure. Inoltre, durante i miei viaggi passati, oltre al pollo peruvianoe a vari piatti che ho imparato a preparare in giro per il mondo, sto perfezionando le ricette e progettando di aprire un locale tutto mio.

L’anno sabbatico, equello che viene dopo.
Non ho paura di entrare in un mondo nuovo. Dalla nascita all’età adulta non mi ero mai allontanato più di 3 km dal mio quartiere, ma durante l’anno sabbatico, quando ho trovato il coraggioDopo aver mosso quel primo passo, sono successe, sorprendentemente, più cose positive che scenari catastrofici e ho ricevuto molto aiuto da luoghi inaspettati, incontrando persone che non dimenticherò mai per tutto ilmondo.
E dopo aver viaggiato,ho capito che la gamma di emozioni che posso provare si è ampliata molto.Se non fossi partito e avessi accettato il mio destino a Gaegum-dong, Busan, la gamma di emozioni che avrei potuto provare — gioia, rabbia, tristezza e piacere — sarebbe stata piccola quanto il mio quartiere. Al contrario, la paura che ho provato entrando in un mondo nuovo e l’esaltazione di averla superata e di aver raggiunto il successo non si possono esprimere appieno a parole. ^^
E ogni volta che vedo, sento o assaggio qualcosa, mi torna in mente il viaggio intorno al mondo che ho fatto.
Per esempio, anche quando bevo una tazza di caffè o un bicchiere di birra, i sapori che ho assaggiato sul posto in ogni paese durante i miei viaggi mi riaffiorano alla mente e mi scendono in gola: che estasi e che piacere! Ah!
Diamoci tutti da fare!!
Un anno sabbatico è un periodo di preparazione invisibile per vivere una vita migliore.
Rispetto agli amici intorno a te che si danno da fare nella società, potresti sentirti spaventato e ansioso e, non vedendo risultati concreti, potresti avere l’impressione di restare indietro. Tuttavia, se hai sogni e obiettivi, sarà un’occasione per sviluppare i tuoi punti di forza e le tue capacità distintive.
R=VD
R (Realizzazione) = V (Vivido) D (Sogno)
Se sogni intensamente, i tuoi desideri si avvereranno.
– Da «La soffitta dei sogni» –
Anche se la realtà è un po’ dura, spero che tutti possiamo ammirare la persona che siamo diventati dopo aver realizzato i nostri sogni!!
A tutti noi che ci stiamo preparando a un anno sabbatico o lo stiamo vivendo: diamoci da fare!!
Vivi in un posto nuovo,
incontra persone nuove,
scopri una nuova versione di te
e costruisci una vita tutta tua.