Concentrati solo sulla tua crescita.
Il Gap Year è un periodo dedicato alla crescita e alla felicità.

Nome:Park Sang-hyun
Periodo dell’anno sabbatico:Luglio 2014 – febbraio 2015
Esperienze durante l’anno sabbatico:Fotografia di moda di strada
Motivo per cui ho deciso di prendermi un anno sabbatico
Per compensare il mio percorso di studi breve, ho trovato lavoro prima degli altri, pensando di acquisire rapidamente esperienza in un settore. A ripensarci, avevo solo iniziato a lavorare prima; alla fine ero entrato prima dei miei coetanei in una routine ripetitiva, simile a quella di un criceto sulla ruota.
Un giorno, mentre ripetevo il solito ciclo di andata e ritorno dal lavoro, un caro amico più grande di me mi chiese con noncuranza:
«Sang-hyun, ti va di partire con me per una vacanza-lavoro?»
Appena me lo chiese, senza pensarci troppo e senza chiedere il parere di nessuno,
«Certo, andiamo~»Con quella risposta spontanea, decisi di lasciare il lavoro.
E con quella decisione ebbe inizio il mio anno sabbatico.
La storia del mio anno sabbatico
Il mio anno sabbatico è iniziato con una vacanza-lavoro in Australia.
Quando decisi di partire per una vacanza-lavoro, non presi nemmeno in considerazione quale Paese scegliere.
Fin dall’inizio avevo deciso di fare la vacanza-lavoro in Australia, quindi non mi preoccupai molto. L’unico dubbio dell’ultimo momento riguardava la città da scegliere al momento di comprare il biglietto aereo; alla fine, la mia prima vacanza-lavoro australiana si svolse a Brisbane, sulla costa orientale del Paese.
Sono passati sette mesi dall’inizio della mia vacanza-lavoro. Ripensandoci brevemente mentre scrivo, non credo di aver vissuto un’esperienza tipica. Certo, per quanto riguarda il lavoro e l’uso dell’inglese non ero diverso dagli altri partecipanti, ma ciò che mi distingueva un po’ erail fatto che portassi con me una macchina fotografica e andassi in giro a scattare foto di moda di strada.
Sono stato fortunato: appena arrivato a Brisbane ho trovato lavoro presso una società di autonoleggio.
Mi svegliavo alle 4:30 del mattino, arrivavo al lavoro prima delle 6 e finivo alle 14, perciò la giornata sembrava piuttosto lunga; il tempo libero dopo la fine del lavoro, alle 14, non era affatto poco.

Appena tornato a casa mi cambiavo e andavo subito in centro: erano sempre circa le tre. Dalle tre fino al tramonto fermavo i passanti e scattavo foto di strada. Insieme al mio amico più grande, con cui ero partito, stavo lavorando a un progetto di fotografia di moda e, dato che uscivamo a scattare ogni giorno, dopo sette mesi a Brisbane, in Australia,circa 600 personeritratte nella moda di strada.
Incontrando persone diverse ogni giorno, usavo l’inglese con costanza, senza saltare un solo giorno; anche se la mia capacità espressiva era limitata, sentivo che giorno dopo giorno aumentavano le cose che riuscivo a esprimere. Anche nei giorni in cui non scattavo foto, incontravo e salutavo gli amici che avevo fotografato in precedenza. Col tempo, alcuni di loro hanno persino cominciato a contattarmi per primi, chiedendomi di fotografarli.
Scattando foto in questo modo, mi risultava piuttosto facile fare amicizia con gli sconosciuti anche quando visitavo altre mete di viaggio. Inoltre, vivendo ogni giornata intensamente e parlando con tante persone, mi sono accorto di usare l’inglese con maggiore disinvoltura e di imparare a fare amicizia con chi incontravo per la prima volta.

Cosa ho imparato durante il mio anno sabbatico
La cosa migliore di un anno sabbatico all’estero è chel’inglese— ho superato in gran parte il nervosismo che provavo e ho acquisito molta sicurezza.
Dopo aver lasciato la Corea ed essere arrivato in Australia,se confronto il momento del mio arrivo con quello attuale, riesco sicuramente a capire più parole e a esprimermi su una gamma più ampia di argomenti.
Non ho raggiunto un livello d’inglese paragonabile a quello di un madrelingua, ma quando sono arrivato in Australia non capivo davvero niente. Immagino che anche chi mi parlava provasse parecchio stress. Ora, però, esco e bevo con amici stranieri con cui ho confidenza e, quando mi vedo socializzare, mi rendo chiaramente conto dei progressi fatti.
Grazie al graduale miglioramento del mio inglese, le conversazioni in sé sono diventate piacevoli e ho sentito sempre meno il bisogno di frequentare una scuola di conversazione. Chi mi dava indicazioni per strada e chi rispondeva alle mie domande nei ristoranti: tutti sono diventati i miei insegnanti di conversazione. Credo che questi siano i vantaggi che si possono ottenere trascorrendo un anno sabbatico all’estero.

Ai giovani che stanno pensando di prendersi un anno sabbatico
Un anno sabbatico non è necessariamente la risposta a tutto nella vita.
Perciò non voglio consigliarlo dicendo che «un anno sabbatico è la scelta migliore» o che è «un’esperienza da fare assolutamente nella vita».
Il motivo è che, anche senza prendersi un anno sabbatico, nella vita di ognunoa modo proprioè possibile trovare la strada giusta.
Spero che non sprechiate la preziosa giovinezza prendendo alla leggera una decisione come «lo fanno tutti, quindi dovrei provarci anch’io».
Ma se decidete di prendervi un anno sabbatico, spero che prima di agire elaboriate un piano più concreto, così da non sprecare tempo.
Credo che un anno sabbatico porterà sicuramente risultati che andranno oltre il tempo che vi avrete investito.Inoltre, ascoltate le storie di tante persone e prendetevi il tempo per rafforzare le vostre convinzioni.

Vivi in un posto nuovo,
incontra persone nuove,
scopri una nuova versione di te
e costruisci una vita tutta tua.