Concentrati solo sulla tua crescita.
Il Gap Year è un periodo dedicato alla crescita e alla felicità.

Nome: Woochan Ahn
Genere: Uomo
Occupazione: Studio dello spagnolo (in preparazione per l’iscrizione a una scuola di specializzazione in Spagna)
D. Ci racconti il motivo per cui ha deciso di prendersi un anno sabbatico o il percorso che l’ha portata a questa scelta.
R. Fin da quando ero piccolo, ho sempre provato un’inspiegabile nostalgia per l’America centrale e meridionale. Tuttavia, nella società coreana, dove l’interesse per queste regioni è relativamente scarso, ho vissuto come un comune studente e, senza quasi accorgermene, sono arrivato alle superiori. Per schiarirmi le idee per un momento, mentre studiavo per gli estenuanti esami di ammissione, mi è capitato tra le mani la biografia di Che Guevara: è stato il primo libro che abbia mai letto e mi ha fatto provare un brivido. Non mi ha colpito soltanto la figura di Che Guevara: sono rimasto completamente affascinato anche dal fascino particolare e dalla realtà unica dell’America centrale e meridionale.
All’università ho studiato scienze politiche e relazioni internazionali, concentrandomi sulla politica internazionale, e mi sono reso conto che in Corea mancavano gravemente esperti di America centrale e meridionale. Ho quindi deciso di diventare un esperto capace di comprendere e operare in questa regione, con particolare attenzione alla politica e all’economia. Invece di cercare subito lavoro dopo la laurea, sto imparando la lingua in Spagna.
D. Ci racconti la sua esperienza durante l’anno sabbatico.
R. Dopo la laurea, invece di cercare lavoro, sono andato a Malaga, in Spagna, per studiare lo spagnolo e conoscere la cultura spagnola. È passato poco tempo da quando ho iniziato e il percorso è ancora in corso, quindi forse è presto per parlare della mia esperienza; vi racconterò comunque ciò che ho vissuto finora. Sono il tipo di persona che non riesce a studiare cose che non ritiene necessarie o che dovrebbero venire spontaneamente, quindi non ho mai sostenuto il TOEIC né partecipato a corsi di lingua o programmi di scambio. Non ho mai preso parte a concorsi su argomenti che non mi interessavano; una sola volta ho partecipato a un concorso su un tema che mi appassionava e ho vinto un premio. Non credo di aver vissuto la tipica vita universitaria che le persone intorno a me si aspettavano. Per me l’università non è stata un periodo in cui prepararmi a trovare lavoro, ma un’occasione per scoprire cosa mi piace e quali studi, persone e modi di vivere esistono nel mondo.
Non ho seguito corsi solo per ottenere buoni voti: invece di dare la priorità ai risultati, sceglievo gli insegnamenti in base alla curiosità per i diversi ambiti che volevo approfondire. Volevo diventare un regista con una prospettiva politica ed economica, quindi ho seguito corsi di cinema; inoltre, ho frequentato lezioni di filosofia, yoga, psicologia e ingegneria per riflettere sulla vita. Anche se i miei voti non erano buoni, ho potuto conoscere discipline diverse e le persone che le studiavano, e ho imparato a osservare il mondo da molteplici prospettive.
Vivendo così la mia esperienza universitaria, ho sviluppato criteri personali per orientarmi nella vita e ho capito quali ambiti mi piacciono, quali sarei felice di studiare e in cui lavorare, e quali sono i miei punti di forza e di debolezza. Dopo averci riflettuto a lungo, ho deciso di diventare un esperto di America Latina e, subito dopo la laurea, sono partito per la Spagna, dove sto studiando la lingua e la cultura spagnole. Ho pensato che fosse importante comprendere la cultura spagnola, da cui ha avuto origine la cultura latinoamericana e che ne costituisce una fonte di conoscenza.

D. Per concludere, c’è qualcosa che vorrebbe dire ai giovani che stanno pensando di prendersi un anno sabbatico?
R. Vorrei dire di lasciar andare l’impazienza, prendersi il proprio tempo, definire i propri criteri invece di seguire quelli del mondo e vivere secondo essi. Nessuno può vivere la nostra vita al posto nostro. Ognuno di noi vive la propria vita, perciò dobbiamo comprendere i nostri punti di forza e di debolezza e trovare il nostro ruolo facendo ciò che ci rende felici, sfruttando le nostre capacità e dedicandoci ad attività che nascono dalla nostra felicità. In Spagna c’è un proverbio che dice: «A tutto c’è rimedio, tranne che alla morte». Perciò, non pensate che trovare una soluzione sia difficile o che non esista. Non esiste una giovinezza in cui la certezza sia garantita. Credo che dovremmo cercare l’incertezza, non la certezza. Alla fine di questo percorso incerto troverete il vostro vero io.
Scopri i vari programmi per l’anno sabbatico sul sito di Korea Gapyear.
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